A new face for Boboli: l’arte contemporanea nel giardino de Medici

boboli, toc toc firenze

E se l’arte contemporanea arrivasse al giardino di Boboli?

Firenze è da tutti conosciuta come la culla del rinascimento: ospita architetture e opere di valore inestimabile del periodo storico che, ancora oggi, ricordiamo come quello che ha sottratto l’umanità al buio del medioevo: luce nelle chiese, nuovi metodi per coltivare la terra, nuove macchine, grandi geni e visionari, la scoperta delle Americhe. Insomma, letteralmente, una Rinascita.

I newMOD: guerriglieri urbani

Ma siamo sicuri che non potrebbe esserci una svolta? Siamo sicuri che rimanere ancorati ad un passato, sì illuminato, ma assai lontano oramai, abbia senso?
Abbiamo intervistato alcuni dei grafici, i newMOD che hanno messo in atto una promozione pubblicitaria non convenzionale, definibile “di guerilla urbana” e abbiamo chiesto loro di spiegarci la loro stravagante performance.
Siamo tutti d’accordo col fatto che ci sia bisogno di una storia alle spalle per poter andare avanti, l’esperienza è importante, ma come un bambino che ha bisogno della mano e degli insegnamenti della mamma per poter muovere i primi passi, noi ci siamo serviti della mano del rinascimento troppo a lungo, ora abbiamo bisogno della nostra indipendenza per poter crescere e creare la nostra di storia”.

Cosa c’è da fare a Firenze

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Questi ragazzi, tutti laureati o studenti nel campo della comunicazione e del design, hanno deciso di lanciare agli abitanti di Firenze una piccola provocazione, per stimolare una riflessione sul fatto di come oramai si viva di rendita da troppo tempo, senza lasciare un segno artistico dell’epoca che stiamo vivendo: ci sarebbe bisogno di uno sguardo al futuro, di una tensione verso il nuovo, per riproporre Firenze come una città all’avanguardia.
“Ciò non significa” ci racconta il Cheaf Designer del gruppo “rinnegare la tradizione, o soppiantarla. Semplicemente si tratta, come dice il saggio, di trovare la soluzione nel mezzo, di incontrarsi a metà strada, quindi di conciliare il rinascimento con il nuovo, l’inaspettato, l’anticonvenzionale
Tutta la promozione pubblicitaria si è svolta in maniera ironica, facendo incuriosire i passanti, che hanno iniziato a chiedersi se sarebbe possibile in qualche modo aprire le porte ad una nuova era.

“La semplice domanda che ci siamo posti è stata “cosa ci colpirebbe qui, in questo bel giardino?”. Abbiamo quindi deciso di fare un piccolo scherzo a tutti i frequentatori dei giardini, apponendo cartelloni pubblicitari che, se guardati dalla giusta prospettiva, mostrano una nuova versione della mitica Boboli, facendo spuntare opere d’arte eccentriche, se non proprio bizzarre”.
Passeggiando, quindi, avremo l’occasione di stupirci di come possa sposarsi bene “il vecchio con il nuovo”, riconoscendo sculture ed istallazioni molto famose nel panorama culturale moderno del tutto contestualizzate, ma che si sposano benissimo con il nuovo panorama.

Perché il giardino di Boboli?

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Fino alla seconda metà del 1700 il Giardino di Boboli non era accessibile al pubblico: nessuno al di fuori della famiglia de Medici poteva entrare in questo splendido parco. Oggi invece tutti i fiorentini possono farvi visita gratuitamente, anche se molti abitanti della provincia si lamentano di dover pagare il prezzo intero per potervi entrare.
Questo luogo era un tempo il luogo di esperimenti botanici, di ricerca del bello e del nuovo. Un classico parco all’italiana che pian pian sta perdendo la sua forza, rimanendo aggrappato con tutte le proprie forze ad un qualcosa di tradizionale nella sua organizzazione, che ne sta facendo sbiadire la bellezza.
Oramai i passanti, se non i turisti, non si soffermano più ad ammirare la bellezza delle opere d’arte che questo luogo ospita: paradossalmente sono diventati “scontati, banali”, non riusciamo più a sentirli “nostri”.

I newMOD che hanno inscenato questa “protesta grafica” stanno cercando in qualche modo  di attirare l’attenzione su quei luoghi che piano piano stanno decadendo nel panorama di oggi, cercando di creare un ponte tra la bellezza passata e quella contemporanea, offrendo uno sguardo orgoglioso del passato ma ancor più fiero della contemporaneità, esclamando a gran voce Firenze c’è e ci sarà per sempre!

 

Un articolo di Irene Salvadeo e Daniela Cremona pubblicato dai nostri amici di

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Credits: newMOD e Balzaretti

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