Aeroporti di Firenze e Pisa verso la fusione

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Gli aeroporti di Firenze e Pisa sono da molti anni al centro di numerose discussioni, ma finalmente qualcosa sembra muoversi.

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Piano aeroportuale nazionale. Il governo italiano fa sue le linee guida europee che definiscono gli scali che stanno nella rete centrale o core network, “da realizzare entro il 2030”, la “spina dorsale della rete trans-europea di trasporto”. L’idea alla base di questa politica è quella di incentivare la costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano generare economie di scale e consentire uno sviluppo integrato degli aeroporti nazionali e sovranazionali.

Il documento approvato divide l’Italia in bacini: “Per ciascuno di tali bacini – si legge nel documento – è stato identificato un solo aeroporto strategico. Unica eccezione alla regola è quella relativa al bacino del Centro-Nord, per il quale gli aeroporti strategici individuati sono due: quello di Bologna e gli aeroporti di Firenze e Pisa, a condizione che tra gli stessi si realizzi la piena integrazione societaria e industriale”.

11,5 milioni di passeggeri in un anno

Il Cda della Sat, società che gestisce l’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, ed il Cda dell’AdF, società che gestisce l’aeroporto Vespucci di Firenze, hanno approvato, rispettivamente nelle sedute del 15 e 16 ottobre, le linee guida del progetto di fusione che verrà completato entro i primi mesi del 2015. Essi prevedono che la capacità complessiva del sistema aeroportuale al 2029 sia pari a circa 11,5 milioni di passeggeri/anno (7 milioni Pisa e 4,5 milioni Firenze).

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I Cda delle due società hanno approvato un nuovo masterplan per il potenziamento degli aeroporti di Firenze e Pisa, con la scelta per Firenze della pista da 2.400 metri. Opzione finora contestata dalla Regione che invita al rispetto delle previsioni del PIT, nel quale si contempla la possibilità di una pista da 2.000 metri. Opzione, quella della pista da 2.4 km, temuta dagli enti locali pisani, che prevedono la possibilità per Firenze di “cannibalizzare” il traffico. L’ENAC ritiene che, per portare sui cieli di Firenze aerei che coprano tratte internazionali, sia necessaria una lunghezza di 2.4 Km. ENAC individua, inoltre, la pista parallela convergente all’ A11 Firenze-mare come l’opzione ottimale, anche in termini di sicurezza. L’ente spiega, inoltre, di aver verificato che l’impatto acustico generato sul territorio circostante è tale da “non interessare ulteriori insediamenti rispetto all’ipotesi di una pista di 2 mila metri promossa dalla Regione Toscana”.

Benefici per la città

Uno studio dell’IRPET, basato su una lunghezza della pista di 2 km, conferma i grandi benefici che l’intervento darà alla città. Secondo l’analisi, redatta su incarico di Confindustria Firenze, il nuovo aeroporto potrebbe essere un volano per l’economia locale, attivando circa 370 milioni di euro di valore aggiunto ogni anno e creando circa 6000 nuovi posti di lavoro, tenendo conto degli effetti diretti e indotti. Oggi, L’Amerigo Vespucci è fortemente penalizzato dalle carenze strutturali che lo affliggono. La costruzione di una nuova pista, ad esempio, eviterebbe in larga misura i frequenti dirottamenti su altri scali. Nei probabili benefici va aggiunto anche il valore del tempo risparmiato impiegabile in altre attività.

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Pro e contro

Per quanto riguarda l’impatto dell’inquinamento atmosferico, è utile leggere il documento approvato dal NURV, autorità competente per la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), in data 27 gennaio 2014: “Definire azioni più incisive per la limitazione delle emissioni in atmosfera…vista la situazione già critica soprattutto per gli NOx e per le polveri, non è ambientalmente sostenibile ogni ulteriore pressione sulla componente aria se non completamente compensata”. Per quanto riguarda l’effetto prodotto dall’aumento dei passeggeri sulla mobilità stradale dell’area, l’impatto potrebbe essere molto modesto se si realizzassero in tempi ragionevoli gli interventi collaterali sulla mobilità urbana: Linea 2 della Tramvia con capolinea davanti all’aeroporto, creazione di una stazione ad hoc realizzabile sulla linea ferroviaria che passa a pochi metri dallo scalo e che potrebbe garantire un collegamento diretto e rapido con il centro di Firenze.

Per incidere efficacemente sul fattore tempo non basta costruire un aeroporto più efficiente, ma è necessario anche predisporre le infrastrutture di contorno. Interpellato sull’argomento, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha dichiarato che: “occorre realizzare anche un collegamento ferroviario veloce tra gli aeroporti di Firenze e Pisa”. E in merito alla lunghezza della pista ha dichiarato: “Noi restiamo fermi alla delibera approvata in Consiglio Regionale che prevede una pista di 2 km”.

credits: aeroporto di Firenze , passeggeri , aereo in volo

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