Amici miei 1975-2015: i luoghi e gli scherzi

amici miei, toctoc firenze

Amici miei, capolavoro di Mario Monicelli, compie quarant’anni. Noi di TocToc vogliamo omaggiarlo andando alla (ri)scoperta di quei luoghi che lo hanno reso una pellicola senza tempo.

 

Lo scantinato del Mascetti

Il povero Raffaele, detto Lello, Conte Mascetti è riuscito nella poco nobile impresa di scialacquare due patrimoni, il suo e quello della moglie. Ridotto quasi sul lastrico, ma mai avvezzo a chiedere l’elemosina, è doveroso specificarlo, si trova a dover cercare un appartamento assai economico, dove vivere con la moglie e la figlia. La soluzione? Grazie al contributo nascosto dei suoi inseparabili amici, riesce ad affittare un misero scantinato.

La “nobiliare reggia” del Conte Mascetti è tutt’oggi visibile in via dei Pini, all’Isolotto. Nonostante sia stata trasformata e suddivisa internamente per ricavarne delle cantine ad uso dei condomini, è ancora ben riconoscibile la finestrella dalla quale i suoi compagni lo chiamavano per tuffarsi in qualche nuova avventura, ops… zingarata!

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Il Bar del Necchi

Anche se forse sarebbe meglio chiamarlo il Bar della moglie del Necchi, visto lo scarso contributo lavorativo offerto dall’omonimo proprietario. Sottigliezze a parte, il punto di ritrovo dei cinque protagonisti di Amici miei esiste tutt’oggi e, udite udite, è ancora un bar. Ovviamente il nome, così come gli interni, sono diversi, ma l’esterno è perfettamente riconoscibile. Non ci credete? Provate un po’ ad andare in via dei Renai…

 

La clinica del Sassaroli

Di ritorno da una non ben precisata zingarata, i quattro amici (che diventeranno cinque proprio facendo la conoscenza del Prof. Sassaroli) si vedono costretti a fare una sosta all’Ospedale Provinciale, a causa delle condizioni non proprio rosee in cui versano. Qui riceveranno le cure del caso, e anche qualcosa in più, dal primario della clinica. L’edificio, sebbene non ad uso ospedaliero, non è altro che l’Istituto del Salviatino, appena sotto le colline fiesolane.

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Gli schiaffi alla stazione

Eccoci alla scena clou di Amici miei. Forse una delle sequenze più famose della commedia italiana degli ultimi quarant’anni. Gli schiaffoni che i cinque zingari rifilano ai malcapitati che si sporgono dai finestrini del treno in partenza. Cosa? Come? La scena non sarebbe stata girata a Firenze? Non scherziamo: la zingarata avviene proprio all’interno della Stazione di Santa Maria Novella. La prova è data dalla scena in cui gli amici attraversano il sottopassaggio del binario 14. Confrontate le immagini con il luogo attuale e passerà ogni dubbio.

 

Il cantiere della strage di San Valentino

Quando una zingarata si fa, dev’esser fatta per bene. Ugo Tognazzi e compagnia devono chiudere in bellezza lo scherzo perpetrato al povero Righi, reo di mangiare a sbafo le paste del Bar Necchi. Dopo avergli fatto credere di fare tutti parte di una banda dedita all’estorsione e altre attività poco lecite, gli zingari decidono di orchestrare una vera resa di conti fra clan rivali. Il regolamento dei conti coi Marsigliesi avviene in un cantiere, la sera di San Valentino.

Dopo quattro decenni il cantiere non c’è più, e al suo posto, esattamente in via dell’Argin Grosso (ancora all’Isolotto), sorgono della palazzine. Se quei mattoni potessero parlare, anzi: ridere…

 

credits: Amici miei, Tognazzi, Schiaffi stazione

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