Amore e Odio – La bottega di Calliope

Questa settimana siamo voluti andare oltre i versi, le strofe e i paragrafi provando una esperienza nuova di scrittura. I nostri scrittori sono stati dunque “sfidati”  a scrivere un dialogo teatrale su un tema spesso affrontato in letteratura, il confronto tra Amore e Odio.
Per molti cimentarsi in prima persona, di proprio pugno, in questo genere di scrittura è stata una scoperta. Questo è uno dei principi dell’EsseCìEffe, sperimentare e mettersi alla prova con idee e spunti sempre nuovi!

PROVA DI TRAZIONE

 Interno di una casa, cucina. Sulla destra, una porta. Al centro, due donne nude, la prima di mezz’età, la seconda sui vent’anni, cucite insieme dalla vita in su, schiena contro schiena, con dei rivoli di sangue che scendono giù dalle cuciture e molti di più sulle gambe, piene di ferite aperte.

FIGLIA: (con rabbia, urlando) Ti odio, ti odio, ti odio!
MADRE: (facendo uno scatto, tirando le cuciture) Smettila, bambina!
FIGLIA: Mi hai fatto male! E’ colpa tua se siamo in questa situazione!
MADRE: (con noncuranza) Non ci posso fare nulla. E’ più forte di me.
FIGLIA: Ma cosa dici?! Per caso non hai un minimo di volontà? Cosa ti aspettavi?
MADRE: (indifferente) Avrei voluto proprio questo, ciò che siamo ora.
FIGLIA: Ma non capisci cosa significherebbe? Oh Dio, quanto ti odio! (prova a strattonare le cuciture per liberarsi, riesce a staccarne un paio con copiosa fuoriuscita di sangue. Le donne urlano dal dolore)
MADRE: Visto? Meglio rimanere così, per sempre.

FIGLIA e MADRE sospirano e con un po’ di fatica riescono a sedersi per terra.

FIGLIA: (guardando verso la porta, di fronte a lei) Mamma, cosa c’è fuori di qui?
MADRE: Violenza, morte, distruzione, inganno, umiliazione.
FIGLIA: (impaurita, ansiosa) Solo questo?
MADRE: E’ quello che ho trovato io.
FIGLIA: Ma non vuol dire che sia per tutti così, che sia così per me. (Si rialza, trascinando quasi di peso anche la MADRE) Voglio andare a vedere.
MADRE: (camminando verso la parte opposta) Tu non andrai da nessuna parte! Fuori è pericoloso!
FIGLIA: (dolorante, altri punti si strappano insieme a pezzi di pelle) Io voglio andarmene da qui! Voglio uscire!
MADRE: (piangendo) Non lasciarmi sola.
FIGLIA: (continuando a tirare per raggiungere la porta) Non sarai sola, ci sarò sempre. Sei mia madre!
MADRE: (continuando a tirare dalla parte opposta) Non sarà la stessa cosa. Se stai qui con me, così, è diverso!

Altre cuciture vengono via insieme a lembi di pelle e sangue.

FIGLIA: (tirando ancora più forte, provando più dolore) Ne morirei!

Le ultime cuciture si staccano definitivamente, portando con sé grossi lembi di pelle strappata. Le due donne cadono a terra. La FIGLIA si avvicina alla MADRE, le controlla la schiena ferita.

MADRE: (piangendo, sommessamente) Perdonami.

La FIGLIA va verso la porta, la apre, esita, torna indietro, abbraccia la MADRE

FIGLIA: (sorridendo, con calma) Ti amo.

MADRE e FIGLIA escono insieme dalla porta.

Autrice: Graziella Linardi

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Amore & Odio

finalmente capii cosa voleva dire il vero amore . Amare significa avere a cuore la felicità dell’altro più della propria , per quanto ciò comporti scelte dolorose

Fa così male.
         Lascialo.
Resterei sola…
         Sola come un cane.
Ho paura.
         Ti ha mentito.
Ha detto che non lo farà più.
         Come tante altre volte.
Io gli credo.
         Tu VUOI credergli!
E allora? C’è tanta gente ingenua come me.
         Dillo:non  ti ritieni abbastanza forte da restare sola.
Sono forte. Quanto è vero che lo odio.
         Lo odi?
Lo amo.
         Lo ami.
E’ assurdo che ancora faccia più male l’idea di perderlo. Dopo tutto questo tempo.
        Il restare con lui solo per farlo innamorare.
Era l’unica cosa che volevo. Fargli capire che ci sono io. Che si poteva appoggiare a me senza il rischio di cadere.
         Idiozie.
Volevo che avesse bisogno di me quanto io ho avuto bisogno di lui.
         Per poi lasciarlo e fargli capire cosa vuol dire soffrire. Una vendetta geniale, un distillato di odio.
Questo era il piano.
         Era un fallimento fin dall’inizio. Tu non lo hai mai odiato.
È un arma a doppio taglio l’amore. Ti innamori anche te.
         Hai scoperto la verità però.
Quale? Quella che è un essere opportunistico?
         Già: te non sei abbastanza.
Questo si che fa male.
         E ancora stai qui?
Ho paura.
         Di cosa?
Di perderlo.
         Tu non puoi averlo. Non gli interessi più.
Non è vero.
         Oh si. Se ne andato via. Vive con un’altra. Ride.. con un’altra.
NO. Non un’altra. Devo essere io.
         Perché?
Perché posso renderlo felice.
         Ora sei te l’opportunista. Guarda la realtà: Finirete per essere infelici entrambi.
Con un’altra sarà felice?
       Ora è felice. Senza di te.
Allora lo dimenticherò.
          E come farai ?
Lo odierò.
           Non puoi odiare una persona che ami.

Autrice: Elena Montagni

Augurandoci che questo nostro nuovo esperimento sia stato gradito, rinnoviamo l’invito alla prossima settimana!

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Credits: Karin; Camdiluv

            

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