L’Osservatorio Astrofisico di Arcetri: scienza e natura vicino a Firenze

arcetri, toc toc firenze

Rivolgere sempre gli occhi al cielo.

È questa l’unica regola da rispettare una volta raggiunto l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, seguendo le coordinate Lat.: 43o45’14.4″ N Long.: 11o15’19.2″ E (Astron.) Lat.: 43o45’02” N Long.: 11o15’16” E (WGS84), che troviamo puntualmente indicate sul sito del prestigioso centro astronomico, punto di riferimento per studiosi e appassionati provenienti da ogni parte del mondo.

L’Osservatorio di Arcetri oggi

Oramai da qualche anno, nei mesi di giugno e di luglio il foyer all’aperto di quello che è a tutti gli effetti un Teatro del Cielo ospita serate di intrattenimento, durante le quali è possibile fare osservazioni con il telescopio e degustare prodotti tipici del territorio, magari accompagnati da una performance teatrale o di musica dal vivo. La magia delle stelle incontra l’arte e avvicina così la scienza alla nostra vita quotidiana, in una cornice di indubbia bellezza paesaggistica e di alto valore simbolico.

Un po’ di storia..

Quando, infatti, Giovan Battista Donati, direttore del primo osservatorio astronomico di Firenze, la “Specola”, si rese conto che l’edificio non era più adatto per le osservazioni, la scelta cadde sulla collina di Arcetri non solo perché si trovava in una posizione strategica, ma anche per il profondo significato che aveva quel luogo, a poca distanza dalla villa “Il Gioiello”, dove Galileo Galilei aveva trascorso l’ultima parte della sua vita.

arcetri, toc toc firenze

Il nuovo Osservatorio, progettato per ospitare il più grande rifrattore d’Italia, il telescopio Amici, venne inaugurato il 27 ottobre 1872, ma Donati non ebbe il tempo di vedere i frutti del suo lavoro. Durante un congresso a Vienna, fu colto da colera e morì. L’Osservatorio fu allora affidato all’astronomo tedesco Wilhelm Tempel, la cui fama è legata ai disegni delle nebulose, ancora oggi conservate nell’Archivio storico di Arcetri.

Solo nel 1894 fu invece nominato il nuovo direttore, l’astronomo padovano Antonio Abetti, che rappresentò per l’Istituto un momento di svolta, proiettandolo oltre i confini nazionali. Fu però sotto il figlio Giorgio che Arcetri assunse un ruolo a livello internazionale, culminato con la costruzione di una torre solare alta 25 metri, sul modello di quella di Mount Wilson negli Stati Uniti. Con Giorgio Abetti si creò una vera e propria scuola fiorentina di astronomi e astrofisici, tra cui Attilio Colacevich, Guglielmo Righini, Mario Girolamo Fracastoro e Margherita Hack, che da Arcetri presero le mosse per ridisegnare una nuova geografia del cielo, distinguendosi in particolar modo nell’ambito della fisica solare.

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Franco Pacini, che successe a Righini nel 1978, allargò ulteriormente gli interessi scientifici dell’Osservatorio, sia in campo della ricerca, galattica ed extragalattica, sia in quello delle tecnologie astronomiche più avanzate.

Oggi, sotto la direzione di Filippo Mannucci, ad Arcetri si confrontano i più importanti esperti del mondo e sono attivi gruppi sperimentali che sviluppano le tecnologie per la realizzazione dei più grandi telescopi ottici e infrarossi e di strumentazione avanzata a lunghezze d’onda visibile, infrarosse e radio. La ricerca di una risposta alle inevitabili domande che ognuno di noi, contemplando il cielo, si pone, continua!

Credits: media INAF, arcetri.astro, wikipedia

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