Firenze da cartolina: viaggio nell’arte fiorentina

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Nei musei, nelle Chiese, nelle vie, sopra i ponti, ovunque ti giri, Firenze è un’opera d’arte.

Stendhal descrisse la sindrome causata dalla vista di tale bellezza; ricorderete certamente il ragazzo spagnolo che si spogliò, qualche mese fa, davanti alla Venere di Botticelli.

Turisti da ogni parte del mondo vengono a visitare la bella Fiorenza e buona parte di loro riporterà con sé un souvenir: dalle simpatiche mutande che ritraggono le parti intime del David, alle varie calamite a forma di Giglio e alle cartoline.

Cartoline d’altri tempi

Sapete quali furono le prime cartoline su Firenze? Magari di una dimensione maggiore rispetto a quelle che vediamo e compriamo oggi, le Vedute dello Zocchi ne sono un buon antenato.

Esse sono il flash di una Firenze del Settecento in balia dell’Illuminismo e del passaggio dai Medici ai Lorena.

L’illustre ritrattista, pittore e incisore fiorentino, Giuseppe Zocchi, non solo raffigurò l’eleganza architettonica ma anche i vari cambiamenti dei costumi locali, gli intrighi di corte e i vari scandali di Cosimo III e dei suoi figli, e tutta la realtà toscana.

Come tutti i vedutisti, rappresentava il paesaggio come sfondo dell’azione umana.

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Nella “Veduta della Metropolitana Fiorentina e del Battistero di S.Giovanni con la processione del Corpus Domini” , infatti, il Duomo e il Battistero fanno da sfondo ad una coda infinita di persone; o nella “Veduta della Chiesa e Piazza di S. Maria Novella con la festa della Corsa dei Cocchi”; oppure, ad ulteriore esempio, la “Veduta di Palazzo Pitti, abitazione dei Regnanti Sovrani”.

Insomma, lo Zocchi, grazie all’ idea del suo mecenate Gerini, divenne famoso in tutta Europa per i due album “Scelta di XXIV vedute delle principali contrade, piazze, chiese e palazzi della città di Firenze” e “Vedute delle ville e d’altri luoghi della Toscana”, la cui edizione originale si trova nella Biblioteca Nazionale.

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Firenze e i Macchiaioli

Quando si parla di arte fiorentina non possiamo tralasciare i Macchiaioli.

Movimento artistico dell’Ottocento nato nel Caffè Michelangiolo in Via Larga, oggi Via Cavour: qui giovani artisti si riunivano e cominciavano a scambiarsi le proprie idee. Sulla scia dell’impressionismo francese, rivoluzionarono il mondo dell’arte.

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Fiorentino doc, pittore e incisore, è Telemaco Signorini, che su tela o su carta imprime momenti sfuggenti di una vita semplice come quella della gente del Mercato Vecchio.

Scorci di Firenze sono stati rappresentati dagli artisti del Caffè Michelangiolo, da “La Cappella dei Pazzi” di Odoardo Borrani ai vicoli di Nino della Gatta e alle vedute di Lorenzo Gelati, attraverso macchie di colore, modulazioni di luci e ombre.

Firenze è una città d’arte e una città nell’arte: si prova un certo piacere nel rappresentare una qualunque via o piazza di essa.

Ci si gira per le vie del centro e, sotto la Loggia in piazza della Signoria, vicino Ponte Vecchio, davanti al Duomo, si trova qualcuno che con carta e matita, disegna.

Credits:Commons Wikipediait.wikipedia.orgeduardomineo

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