Banalità, desiderio, carnalità – La bottega di Calliope

Tre parole che potrebbero avere niente a che fare l’una con le altre, ma forse è il compito di ogni scrittore anche quello di trovare un filo logico (più o meno) in ogni storia che inventa. Questa challenge è stata un esercizio affatto semplice e come al solito ha portato a interessanti risultati.
Buona lettura!

Lui, lei, la distanza che ad ogni passo si dimezza. Colmata da una fisarmonica, che inizia con le sue note a creare nell’aria il ritmo. Si toccano. Si prendono il viso. Con un movimento veloce, si voltano entrambi dal lato opposto. Con passi decisi, si allontanano. Lui si gira, la ferma, la porta a sé, le prende la mano destra. Lei con l’altra mano va a cercare le concavità della schiena di lui. I piedi iniziano a camminare in simbiosi: passo avanti, passo indietro, due passi di lato. Lui la trascina facendola girare, la porta a sé, si stringono. La bocca di lei, sfiora il viso di lui che non accenna a soffermarsi. La presa è decisa, lei lo lega con la sua gamba lunga, la coscia scoperta si fa largo nello spacco del vestito, lui fa scivolare la mano che le sfiora la pelle bollente. Lei la ferma, la prende la passa la mano sul viso e la congiunge con la sua. Insieme iniziano a spostarsi, i piedi si incrociano e seguono le note che continuano ad andare. Si respirano. Ognuno è l’ossigeno dell’altro. Lui la riprende sembra sua, la guida per la sala, la fa ammirare ma la riporta attaccata al suo petto. Ora attaccati si legano anche gli sguardi. Non si trattengono, ormai si appartengono. Si staccano, si ricercano, si ritrovano, le dita si annodano. I corpi dialogano, solo la musica li ammaestra, le note sono l’unico vincolo che consente di far comunicare le due anime. La musica sta per terminare, gli strumenti ancora tremanti stanno per concludere quel turbinio di emozioni: il tango.

Scrittrice: Eleonora Francalanci

Il banale desiderio di carnalità

Voglio renderti di me sicura,
abbracciarti, tenerti la mano sotto
il rosso tramonto, conoscere di te
i segreti ed innamorarmi
del tuo sorriso, dei tuoi fragili
e profondi specchi e sì perdermi
nella ricerca delle tue carnose labbra.

Così desio di te il tuo odore e ho voglia
di disegnare con le mani il tuo corpo,
e tremo pensando alla notte
in cui ti concederai a me, saremo
noi, i soli, oltre questo triste mondo…

In vero bramo di
sudata ebbra tua forma
e fremo nel volere
del tuo seno il bagnato
profumo e scendo sui fianchi
per saggiare di te il tuo sapore,
ed adoro quando inarchi la schiena
per offrire di te il tuo frutto.

Scrittore: Emiliano Bini

Ah ricordiamo che Martedì prossimo 15 Dicembre, il gruppo di scrittura EsseCìEffe al completo sarà ospite del Circolo Letterario Firenze, presso la sala congressi delle Oblate (21:00), in occasione del loro incontro mensile e verranno letti racconti e poesie degli EsseCìEffiani sul “Cattivo Natale”, vi aspettiamo!!!

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Credits: Cristina Patuelli

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