Benedetto Ferrara: da Pratolini alla Fiorentina

Abbiamo incontrato Benedetto Ferrara, giornalista sportivo e noto campione della fiorentinità. Siamo partiti parlando di giovani e giornalismo, gli abbiamo chiesto il suo punto di vista sulla città e sullo sport, e ovviamente non potevano mancare due battute sulla Fiorentina.

Per chi non ti conosce, chi è Benedetto Ferrara?

Professionalmente sono un giornalista da 25 anni e scrivo molto di sport. Ho avuto la fortuna di girare  il mondo ed ho girato anche molti documentari a sfondo sociale. Sono un appassionato di musica, di motociclette, mi piace correre e non ho l’automobile. Infatti giro per Firenze a piedi o in bicicletta. Sono padre di tre figli. La mia fortuna è stata quella di entrare nel mondo della comunicazione a 18 anni, un mondo nel quale poi sono cresciuto. Cominciai a lavorare in radio nel ’79, quando fondai insieme ad altri ragazzi Radio Cento Fiori. Nel ’88 sono riuscito a collaborare con Repubblica e a diventare un giornalista.

Quale consiglio daresti ai ragazzi che sognano o tentano di avvicinarsi a questo mestiere?

Nella sfortuna di un mondo che non offre più lavoro, la comunicazione mette a disposizione nuovi mezzi rispetto a quando ho cominciato io. Secondo me la prima cosa che un giovane deve fare, da un punto di vista pratico, è saper maneggiare bene questi nuovi mezzi. Grazie ai social network oggi è possibile comunicare direttamente con le persone, e questa la trovo una cosa fantastica: dialogare direttamente con i lettori e con chi ti segue è una cosa meravigliosa.

 Quindi da una parte è bene saper usare la tecnologia, dall’altro leggere molto e trovare un proprio stile.Perché col fatto che la comunicazione oggi viene sintetizzata spesso in 140 caratteri, rischiamo di smettere di scrivere. Consiglio quindi sempre ai giovani di studiare e imparare. Imparare a scrivere, studiare un po’ fotografia per sapere come fare un’inquadratura, studiare come funzionano i movimenti della macchina da presa per fare i video. La differenza in futuro la farà chi saprà aggiungere un valore di originalità alla scrittura.

Come ci hai detto poco fa, sei un uomo di sport. Vai spesso in bicicletta e fai le maratone. Firenze è una città a misura di sportivo oltre che di tifoso?

Ho fatto qualche maratona ma sempre in maniera serena e tranquilla, perché a me piace molto correre ma non essere schiavo della corsa.
Io mi ritengo fortunato a vivere a Firenze. So che posso correre alle Cascine, all’Albereta, sul Viale dei Colli o in campagna. La trovo una città dove è bello correre, perché magari decidi di farlo sul Lungarno, dove è vero, trovi un po’ di traffico, ma poi alzi gli occhi e vedi gli Uffizi. La corsa poi è un po’ poesia, una cosa che serve a sviluppare la creatività ed in mezzo a cose belle vengono idee belle.

 

Sappiamo che sei un amante della fiorentinità oltre che della Fiorentina. Collodi già nell’Ottocento si lamentava della perdita di questa qualità. Secondo te esistono ancora i fiorentini doc?

Assolutamente si. Sono amante della fiorentinità anche perché viaggio parecchio e quindi, quando sono qui,  me la godo di più. Sono tornato a vivere in Oltrarno perché secondo me è uno dei luoghi dove questa è più presente. Forse perché in Santo Spirito ed in San Frediano ci sono ancora le vecchie botteghe artigiane e perché è una parte di Firenze fuori dalla rotta turistica più ”trash”. Lì si respira un’aria vera. Io la vivo la fiorentinità, mi basta tenere le finestre aperte per vivere in un romanzo di Pratolini.

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Come ti è venuta in mente l’idea delle chiacchierate calcistiche con tua nonna?

La verità è che sono irrequieto e cerco sempre cose che mi divertano e che mi appassionino. Col cellulare si può far tutto e su Repubblica abbiamo aperto uno spazio per i video, quindi mi sono detto che dovevo fare qualcosa. Mi sono chiesto cosa mancasse, perché non avevo voglia di fare il semplice giornalista televisivo, di scrivere qualcosa e ripeterlo in video. La Fiorentina non è solo un argomento calcistico, è un argomento esistenziale. Il risultato della partita influenza il morale di chi la segue. Ho pensato che questo aprisse la possibilità di fare delle vere e proprie scenette nelle quali si potesse anche dire delle cose vere scherzando.

L’ultima domanda che vogliamo porti è sulla Fiorentina: dopo l’infortunio di Gomez e Pepito, Matri ha fatto un’ottima prestazione. Quale sarà secondo te il futuro della viola?

Sono molto ottimista anche se la sorte non ci ama particolarmente. Non ho ricordi di una Fiorentina così bella e continua: questa squadra ha qualcosa di importante dentro di sé. È sia ambiziosa che umile e queste due cose difficilmente convivono insieme. Ci sono giocatori di grandi valori, come Borja Valero, un ragazzo meraviglioso. Secondo me l’anno prossimo la Fiorentina giocherà per lo scudetto, ci proverà. Come mi ha detto Ambrosini: ”la Fiorentina è un posto dove tu vedi gli altri lavorare e immediatamente ti viene voglia di imitarli, perché sai che imparerai sempre qualcosa e diventerai migliore”

 

Fotografie: Benedetto Ferrara

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