Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? – La Bottega di Calliope

Inauguriamo l’apertura della nuova rubrica letteraria a cura del gruppo informale  di scrittura creativa EsseCìEffe con un tema ispirato da un celeberrimo quadro di Paul Gauguin “Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?”.

L’intenzione era quella di trovare un modo per presentarsi al gruppo e adesso a voi lettori, ma l’occasione è stata colta da uno dei nostri scrittori per presentare un personaggio molto lontano dal nostro tempo, niente di meno che il figlio di Agamennone, Oreste, che adirato per la perdita del padre così parla.

Esilio

Ecco, queste sono le loro facce orribili. Hanno rughe che sembrano ghigni.
Smorfie astratte, immortalate dal vivere sordo e quotidiano.
Vite Seriali.
Io le ho già viste queste facce, queste risate, questo chiacchiericcio di oche.
Erano nell’Aeropago?
Ma quand’è successo? Prima o dopo?
Quando la finzione e la caricatura hanno preso il posto della realtà?
Mi muovo distratto.
Contraggo qualche muscolo per dimostrarmi che esisto.
Vorrei poter dire qualcosa a queste facce d’Aeropago.
Vorrei  parlare con loro, vorrei essere sicuro che esistono.
Vi odio; direi loro.
Care vecchie meduse, come avete imparato a truccarvi a morto, guardandovi allo specchio!
Erinni sibilanti, il vostro sibilante mi rende folle, e mi costringe a blaterare.
Proprio io, che sono il re delle facce di bronzo.
Proprio io, la cui risata è soffocata dal ricordo della morte.
Ma questo domani.
Oggi io non posso che condannarvi.
Non posso che riconoscere in voi la sconfitta, l’oblio di un esilio volontario.
Il più deplorevole e vergognoso.
Il più schifoso.

Autore: Paolo d’Antonio

cammino3

Alleggeriamo adesso un po’ i toni e passiamo ad una poesia dal passo deciso.

Passi

Sono i passi,
uno d’innanzi all’altro,
sono loro ordinati e composti o
confusi e barcollanti.
Svelti, veloci come il vento o
calmi come chi pensa ad altro.

Sono loro con un traguardo,
una casa a cui far ritorno o
liberi, alla ricerca solo
di dove poter riposare.

Sono loro a renderci tali,
ad essere chi siamo
chi saremo,
loro a guidarci e noi a guidare loro.

Autore: Matteo Mazzoni

Alla prossima settimana!

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Credits: WikiMedia, Emmanuele Contini.

 

 

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