Tra le braccia di Morfeo – La bottega di Calliope

Continuiamo la scoperta delle menti creative fiorentine con un nuovo tema.
Quest’oggi per trovare ispirazione ci siamo fatti cullare dalle braccia di Morfeo. E’ infatti proprio della notte, dei sogni o del semplice sonno che parleranno i nostri racconti e le nostre poesie. Iniziando da un racconto che vede nel riposo, nella calma, l’unico metodo per riordinare i pensieri spesso troppo confusi.

Morte di un amore cortese

Ti ho visto, sai, l’altro giorno. Ma ovviamente tu non hai visto me. Camminavi come se non ti importasse, scivolando via come la seta tra l’inconsistenza dell’aria.
Veniva voglia di morire, a forza di guardarti. Avresti dovuto vederti, per capire. E io stavo lì,  a quella strana distanza che si dice pochi passi ma che vale cento chilometri. E intanto il cuore mi batteva veloce come un treno della metropolitana, di quelli che quando si chiudono le porte sono chiuse per davvero e ti tocca aspettarne un altro. Però l’altro treno arriva, dopo un po’. Senti quel risucchio lontano di aria che circola metri e metri sotto terra e poi arriva sferragliando, e tutte le volte pensi che non ce la farà a fermarsi, ma invece lo fa. Ecco, così veloce batteva il mio cuore, solo che non aveva la fortuna del vagone, non c’erano freni.
Ti guardavo permettendo alla tua immagine di attraversarmi la pelle, arrivare ai capillari ed entrare in circolo assieme al sangue, per essere rimescolata all’infinito dai battiti del cuore.
Ho dovuto chiudere gli occhi, o sarei andata fuori di testa.
E adesso ti chiedo di fare come me, chiudi gli occhi, solo per un po’. Adesso riaprili e ascolta quello che ti dico. Ti chiedo solo di immaginare, come io ho immaginato tante volte.
Immagina quell’amore tragico e impossibile, dove ci si distrugge a vicenda, consumandosi in passioni perfette ma brevi. Immagina Giulietta che si risveglia nella cripta con l’odore di morte addosso e accanto, dove Romeo si è ucciso per errore.
Immagina il momento in cui Orfeo si gira, solo quel momento, e capisce che lei se ne andrà per sempre, ed è tutta colpa sua.
Immagina Courtney Love quando qualcuno le dice che suo marito è morto e lei adesso è sola con sua figlia.
Immagina quelle coppie che sembrano felici nelle foto, perché tanto gli altri stanno sempre meglio di noi.
E poi immagina me che sto a guardarti, tanto a cosa mi serve non impazzire? Ecco, io sono come loro. E tu no. Tu stai lì, al di sopra di tutto, dovresti tendermi una mano per far salire anche me.
C’è come un fuoco che mi brucia il cuore, alimentato dal tuo pensiero che mi si è appiccicato addosso.
Se avessi chiuso gli occhi, non sarei andata fuori di testa.

Autrice: Irene Manetti
sogno2

Quale modo migliore se non la poesia per parlare dei sogni? Così sfuggevoli e misteriosi si prestano perfettamente a questi dolci e musicali versi.

Tra le braccia di Morfeo

E ti culla,ti culla..
Ti culla nel buio,
madre notturna di tutte le sere.
Dondoli, in una vita irreale;
Rinchiuso nell’abbraccio intimo del sogno
in cui non sai, se ti vuoi svegliare.
Riaffiorano immagini, ricordi e emozioni,
ma sono solo delle illusioni.
Come un bambino, li vorresti ancora con te,
eppure, apri gli occhi: nulla non c’è.

Autrice: Monica Ricci

Sogno

Forse è un perpetuo presente,
questo mondo vicino e distante;

una dimensione parallela
dove il sonno ci spinge,
una bianca tela,
su cui la mente dipinge
timori e desideri
di un tempo che è già ieri,
speranze o illusioni
di una notte, o di una vita,
lunghe scene o spezzoni
di una pellicola, breve, ma infinita.

Autrice: Sara Maiorino

Con questo abbiamo chiuso, non ci resta che augurarvi buonanotte e alla prossima settimana!

Vuoi leggere ancora racconti e poesie? Allora scopri le altre opere della Bottega di Calliope!

Credits: Jose Carlos Castro, Davide de la Mano

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