Bright e i ricercatori di Firenze. Intervista a Caterina Primi

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Nel ciclo di questi incontri con alcuni dei ricercatori di Firenze, mirati a farli conoscere da vicino in occasione della notte-evento loro dedicata, ci addentriamo ora in uno dei rami delle neuroscienze.

Lo faremo con la professoressa Caterina Primi, associata al Dipartimento di Neuroscienze, Area del Farmaco e Salute del Bambino (NEUROFARBA) dell’Università degli Studi di Firenze. Vediamo meglio in cosa consiste il suo lavoro di ricerca.

Una delle aree di ricerca e di intervento del laboratorio di Psicometria riguarda il gioco d’azzardo negli adolescenti. In linea con i dati internazionali, i nostri studi condotti su una popolazione di 3000 adolescenti toscani evidenziano che circa il 46% gioca in modo regolare cioè con frequenza settimanale. La frequenza del gioco si lega al rischio di sviluppare un comportamento di gioco d’azzardo patologico, che è in crescita nei giovani e che si verifica quando emergono una serie di sintomi tipici, quali il bisogno di giocare una quantità crescente di soldi e non riuscire a stare senza giocare. Alla luce di ciò, l’attività del Laboratorio riguarda la costruzione di strumenti di misura per la rilevazione dei problemi derivanti dal gioco d’azzardo, la messa a punto di modelli di spiegazione del comportamento patologico e la realizzazione di interventi educativi di prevenzione in ambito scolastico.

Quali sono i benefici tratti, i traguardi raggiunti dai ricercatori di Firenze nel suo campo specifico?

Il risultato più rilevante è stata la messa a punto di un intervento – basandosi sui risultati ottenuti sui fattori di rischio- che abbiamo dimostrato essere efficace per la riduzione del comportamento di gioco negli adolescenti. Questo risultato ha portato a una collaborazione con il SERT della ASL di Firenze che ha visto l’adozione del nostro intervento nell’ambito della prevenzione del gioco d’azzardo patologico nelle scuole secondari e di secondo grado del Quartiere 5 e si prevede l’adozione dell’intervento anche in altri istituti della Toscana.

Quella appena trascorsa è stata un’estate di docce fredde in un clima decisamente bollente in merito alla scarsità dei fondi destinati alla ricerca. Quali sono gli ostacoli da superare, secondo lei che vive da insider questo settore, e che suggerimenti propone?

Le difficoltà maggiori riguardano la possibilità di potere garantire alla persone più giovani un futuro nella ricerca.

A Firenze, come in altre città, questa notte serve a far conoscere il lavoro del ricercatore anche alle famiglie a ai bambini. Cos’è che il grande pubblico non sa della giornata tipo di un ricercatore?

Che spesso le giornate di lavoro sono a orario continuato.

Cosa consiglia ai giovani che intendono perfezionare gli studi, intraprendendo la strada della ricerca nel 2014?

Nell’ambito della psicologia come per altre discipline la ricerca ha un carattere internazionale e multidisciplinare che richiede quindi sia una formazione con periodi all’estero che avviare collaborazioni con altri ricercatori.

Ti aspettiamo per conoscere insieme il professor Pavone e le sue ricerche utili a combattere e comprendere malattie come l’Alzheimer e i tumori nel prossimo appuntamento dedicato alla notte dei ricercatori di Firenze.

notte dei ricercatori

Per tutte le notizie sulla notte dei ricercatori di Firenze clicca qui. Il programma dettagliato dell’evento invece, puoi trovarlo qui.

Credits: controradio

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