Bright e i ricercatori di Firenze. Intervista a Pilario Costagliola

ricercatori di firenze

Tra i ricercatori di Firenze che parteciperanno a Bright, oggi conosceremo Pilario Costagliola.

Il suo campo di ricerca si concentra su una particolare area della mineralogia, perché la si applica ai temi dell’impatto ambientale e della tutela del patrimonio culturale. Difficile immaginare quante nozioni e quanta conoscenza si possa celare dietro ogni specifico campo di ricerca. Proviamo a farci spiegare meglio in cosa consiste quello del professor Costagliola.

 ricercatori di firenze

Professore, lei si occupa di  Mineralogia e Litologia. Nel 1999 è diventato ricercatore universitario (settore disciplinare GEO 09) e dal 2005 è professore associato presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Firenze. Ci può dire in cosa consiste lo svolgimento del suo lavoro di ricerca?

Inizialmente il mio gruppo di ricerca (nel settore disciplinare GEO 09 a Firenze siamo in due io e il mio collega Marco Benvenuti) si occupava, in generale, di giacimenti minerari. Dagli anni ’90, abbiamo intrapreso una strada nuova, più adeguata ai tempi, alle esigenze didattiche e quindi professionali di un geologo, dato che molti giacimenti italiani sono stati dismessi alla fine degli anni ‘80. Nello specifico monitoriamo e studiamo gli impatti ambientali delle coltivazioni minerarie e operiamo studi diagnostici sui beni culturali realizzati con materiali naturali. In particolare studiamo gli effetti e l’impatto della dispersione nell’ambiente di elementi nocivi, come arsenico, mercurio, piombo etc.. Dall’altro lato, applichiamo la mineralogia al nostro patrimonio culturale perché molti manufatti sono appunto realizzati con materiali naturali, basti pensare, per esempio, al marmo.

L’idea della notte dei ricercatori porta il nome della prodigiosa scienziata franco polacca Marie Sklodowska Curie, ed è il punto di raccordo dei ricercatori europei per supporto, finanziamenti, progetti e iniziative volti alla divulgazione e allo sviluppo della ricerca scientifica. Quali sono i benefici tratti, i traguardi raggiunti dai ricercatori di Firenze nel suo campo specifico?

I risultati scientifici vanno divulgati non solo su giornali specializzati ma anche al grande pubblico che il nostro maggiore finanziatore. Il pubblico ha diritto di sapere dove vanno a finire i soldi spesi nella ricerca. Sicuramente uno degli ultimi lavori che abbiamo intrapreso può rispondere alla domanda. Abbiamo infatti condotto uno studio sulle fratture delle caviglie del David di Michelangelo in collaborazione col CNR di Firenze. Abbiamo pubblicato i risultati su una rivista scientifica ed ad un recente congresso ma abbiamo anche divulgato la notizia attraverso canali meno specialistici. Questo della divulgazione è un aspetto che forse noi ricercatori trascuriamo troppo, la notte dei ricercatori serve anche a correggere questo comportamento.

Quella appena trascorsa è stata un’estate di docce fredde in un clima decisamente bollente in merito alla scarsità dei fondi destinati alla ricerca. Quali sono gli ostacoli da superare, secondo lei che vive da insider questo settore, e che suggerimenti propone?

Chiaramente la ricerca vive di finanziamenti. Come dicevo prima, il singolo contribuente, su cui gravano anche le spese per sovvenzionare la ricerca, non ha molto chiaro come poi questi soldi vengano usati. In tema di iniziative europee, posso dire che approvo sicuramente lo sforzo compiuto per integrare, diffondere e sviluppare la ricerca in un contesto internazionale. Però si dovrebbe fare qualcosa di più per accorciare le distanze tra questa istituzione e i piccoli gruppi di ricerca, che molto spesso hanno buone idee ma restano scoraggiati nel momento di partenza, cioè dell’accesso ai fondi. Il sistema può infatti risultare molto macchinoso e burocratizzato.

A Firenze come in altre città, questa notte serve a far conoscere il lavoro del ricercatore anche alle famiglie a ai bambini. Cos’è che il grande pubblico non sa della giornata tipo di un ricercatore?

Il nostro gruppo di ricerca si occupa di “scienza applicata”, è difficile standardizzare il lavoro. Forse il grande pubblico non sa che spesso si fanno, proprio per questo motivo, molti tentativi, talvolta degli errori; tutto questo può portare a qualche scoraggiamento. Per realizzare le idee ci vogliono tempi, mezzi adeguati e, soprattutto, pazienza. Chi si occupa di scienza applicata spesso deve affrontare queste difficoltà che possono avere conseguenze non del tutto positive, per esempio, nella produttività scientifica. Tuttavia, noi cerchiamo di integrare la ricerca scientifica con la didattica. Per esempio, il lavoro di ricerca sul David è stato condotto parallelamente ad una tesi di laurea su questo stesso argomento. Il laureando ha dovuto affrontare, insieme a noi, tutte le difficoltà incontrate. Credo che per lui questa sia stata una esperienza faticosa ma al tempo stesso utile ed appassionante.

Cosa consiglia ai giovani  che intendono perfezionare gli studi, intraprendendo la strada della ricerca nel 2014?

Innanzitutto di fare affidamento sulle basi della preparazione: l’ Università italiana è sicuramente un buon sistema di formazione. Non so per quanto ancora lo sarà, ma per ora gode di buoni livelli di competitività. Quando iniziai io, il mondo non era così globalizzato come oggi. Al mio tempo ci si guardava intorno su scala locale.. Oggi mi sentirei di consigliare di contare sicuramente sulla preparazione accademica italiana, ma anche di volgere lo sguardo altrove e di non porsi limiti sia geografici che scientifici.

Nei prossimi incontri con i ricercatori di Firenze, conosceremo il professor Fabio Martiniimpegnato sul campo e nel campo della preistoria e protostoria, nonché direttore del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria, e la professoressa Caterina Primi che ci parlerà del supporto alla ricerca nelle neuroscienze applicato a problematiche emergenti degli adolescenti.

notte dei ricercatori

Per tutte le notizie sulla notte dei ricercatori di Firenze clicca qui. Il programma dettagliato dell’evento invece, puoi trovarlo qui.

Credits: Turismointoscana, Bright, notte dei ricercatori di Firenze msnUnifi

 

 

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