Il Calcio Storico Fiorentino

…e di vero valor tante e sì altere prove in finta battaglia indi mostrarse, che sembran finte al paragon le vere…

Il Calcio Storico fiorentino non è un gioco qualsiasi, non è un gioco per tutti e non è sempre stato il gioco che noi tutti conosciamo.

È un gioco controverso, folkloristico e per stomaci forti.

 

Il passato del Calcio Storico

La sua storia comincia con l’ Harpastum (letteralmente “stappato a forza”), il gioco con cui i gladiatori romani si allenavano prima di entrare nell’arena: la competizione aveva un carattere così aspro e virile che i legionari stessi lo introdussero nell’ addestramento dei reparti per temprare lo spirito e il corpo.

Il concetto di Calcio Storico come palestra militare muta quando, nel 1530, i fiorentini decisero di affrontare il nemico che assediava la città organizzando una partita che si svolse sotto le cannonate di Carlo V, divenendo così una forma agonistica di ribellione e di sfida popolare calcistica nei confronti del nemico assediante.

La famiglia dei Medici rivestì un ruolo dominante nella sua diffusione, soprattutto grazie a Francesco I. Lo sport incuriosì anche l’élite aristocratica che, affascinata dalla competizione, organizzava partite tra le casate prestigiose con lo scopo di stabilire nuovi equilibri nobiliari in città.

calcio storico, toc toc firenze

Il giorno dell’incontro diventa così la ribalta delle ambizioni e del prestigio, dove qualificare ancor meglio i ruoli di potere dei big del momento. Per queste partite venivano indossati dai nobili calcianti sfarzose “livree” e scelti, quali terreni di gioco, le piazze più significative della città che raggiungevano in corteo, preceduti da trombetti e tamburini attraverso il centro cittadino.

Il gioco passa all’estetica ricoprendosi d’eleganza attraverso i suoi vestimenti curati in ogni dettaglio.

Cosa vuol dire giocare al Calcio Storico

Dopo aver passato in rassegna un discreto numero di secoli, ad oggi, cosa significa veramente vivere da Calciante?

Calciante si è sempre, non solo in occasione del quadrangolare di giugno per la festa del patrono San Giovanni. Il Calciante si allena tutto l’anno per giocarsi solo due partite, quando riesce a conquistarsi la finale. Il Calciante vive di passione e sofferenza, è un picchiatore che difende con animo romantico il suo quartiere, non conosce la paura e prova un amore incommensurabile per la rena che ricopre il campo di gioco di piazza Santa Croce.

Il Calciante si nutre del tifo rionale alimentato da un ego cromatico per il colore che lo contraddistingue dagli altri tre che abitano la città e non si abbandona alla mera violenza da pub.

calcio storico, toc toc firenze

Il Calciante è un idraulico, un falegname, un barista, un disegnatore. Essere Calcianti è un marchio fiorentino che non ti togli: non smetti di esserlo quando torni a casa la sera dopo una giornata passata tra tubi rotti e lavandini otturati, quando chiudi la saracinesca del tuo negozio, quando pulisci la macchinetta del caffè o chiudi il blocchetto degli schizzi e posi la tua matita.

Non sono giovani militari alla conquista dell’Impero, ribelli insurrezionalisti contro-regime o nobili dalle ambizioni lussuose.

Sono superuomini per la piazza, alla conquista delle cacce (sinonimo di goal), ribelli in campo ma nobili nello spirito.

Se volete farvi un’idea di cosa sia ma soprattutto di come si gioca al Calcio Storico vi proponiamo “Florence fight club” scritto e diretto da Rovero Impiglia e Luigi Maria Perotti, presentato anche al Krakow Film Festival. I registi, seppur sanbenedettesi, sono rimasti talmente affascinati da questo gioco tanto da volerne realizzare un documentario.

Credits: FlorenceParking  Wikipedia Comune di Firenze

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