Clet: potere, arte e cartelli

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Clet Abraham: un nome, un cartello si potrebbe dire.

Oramai l’artista è famoso in tutto il mondo per i suoi cartelli e le sue installazioni negli spazi metropolitani. Ma da nove anni ha fatto base a Firenze. Siamo andati a fare due chiacchiere per chiedergli come stava e farci raccontare qualcosa di suo.

Chi è Clet Abraham

Per chi non lo conosce Clet Abraham è francese, precisamente bretone. Si è trasferito a roma nel 1990 dopo aver finito l’Accademia di Belle Arti, da allora abita in Italia. L’idea era di fare l’artista, ma prima per 15 anni ha fatto il falegname. Forse proprio per questo il suo studio è più una bottega che un classico atelier.

Clet è arrivato a Firenze quasi per caso: prima abitava in Casentino con la famiglia, dopo qualche vicissitudine personale si è trasferito a Firenze perché “essere single in Casentino, vuol dire rimanere single” come lui ci ha spiegato.

Firenze e Clet

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“Con gli abitanti di Firenze mi trovo benissimo anche se rimango sempre un po’ basito perché le istituzioni non cerchino un confronto diretto, non cercano mai di iniziare un dialogo a tu per tu con noi artisti. Anche il caso della statua dell’Uomo Comune è l’ennesimo di una lunga serie. Sembrerebbe che ci sia una relazione al potere in particolare, quasi un rispetto del potere in quanto assoluto. Poi va anche detto che io mi diverto a fare provocazioni.

“Per esempio l’Uomo Comune è stato rimosso, cosa più che giusta, perché era stato danneggiato in maniera grave. Fin qui tutto bene ma ovviamente mi hanno fatto la multa, la solita multa. Il fatto è che non era autorizzata, come tutte le mie opere e l’ispettore mi ha detto che avrei potuto anche prenderne una al giorno.”

Questo va molto in controtendenza al comune sentire visto che “Le opere sono bene accolte in città, anche perché mi sembra che il pubblico capisca il mio discorso provocatorio. Ricevo commenti positivi non solo qui in studio ma anche su Facebook e via mail, sembra quasi un’opera collettiva. Anche per questo continuo, mi sarei fermato molto prima se non avessi ricevuto un qualsiasi tipo di supporto dal pubblico.”

L’arte a Firenze è viva e lotta insieme a noi

Abbiamo voluto chiedere a Clet cosa pensasse della situazione dell’arte contemporanea fiorentina:”Credo che ci siano tanti artisti a Firenze, come nel Rinascimento. Solamente dipende dal contesto se riescono a crescere di più o meno. Nel Rinascimento Firenze era ricca e piena di mecenati, oggi la situazione è differente. I semi ci sono ma forse manca il giusto giardiniere, ma non è solo Firenze che è così, questa situazione è dappertutto.”

Parlando ci siamo ritrovati a chiacchierare degli spazi dove fare arte a Firenze:”Gli spazi dell’arte non sono una cosa semplice. Dipende che tipo di arte si fa. Quale arte ha senso in un museo, in una galleria? Sono sempre spazi che filtrano quello che arriva al pubblico, ma su quali basi e con che discernimento? Diventa anche pretenzioso dire “questi sono gli artisti”, perché significa quasi spiegare al pubblica cosa gli deve piacere e cosa no. Mentre la street art è il confronto diretto tra l’artista e il pubblico. O funziona o no, la risposta è quasi immediata.

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Lo spazio fisico dove esprimersi l’artista lo trova sempre, deve essere lasciato uno spazio mentale. Questa è l’occasione dell’Uomo Comune, l’Uomo Comune è il nuovo e il nuovo manca di ogni regola per definizione, andrebbe solo riconosciuto questo, uno spazio dove rischiare e provare. Poi dopo possiamo valutare se è stato fatto male o bene, ma prima proviamo. Chiaramente non mi riferisco agli estremi, perché street art può anche essere fare a pezzi una macchina.

L’esclusiva sulle finestre

Non siamo riusciti a far sbottonare molto Clet su questa iniziativa ma a settembre un gruppo di artisti internazionale, formato da artisti nascenti come da glorie affermate, farà una performance chiamata “Finestre con vista“, trasformando le porte e le finestre murate di tutta Firenze in qualcosa di nuovo. “Il concetto è semplice: si dice che non si può intervenire su alcune facciate, noi dimostriamo che invece si può e anzi, si migliora il tutto!

Ovviamente non ci ha detto la data, quindi dovrai rimanere pronto e scattante per sapere quando andare a vedere per primo le opere di questi artisti!

 

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