Come combattere la violenza sulle donne

violenza sulle donne, toc toc firenze

Tutti pensano che la violenza sulle donne non dovrebbe esistere.

Eppure nel nostro paese – così come nel resto d’Europa – si tratta di un problema molto lontano dall’essere risolto: senza farti affogare nelle cifre, possiamo dirti che in Italia, secondo una statistica di quest’anno dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali, il 25% delle donne sono state vittima nella propria vita di violenza di genere – fisica, sessuale o psicologica. E non ti diciamo nemmeno il numero degli stupri!

Proprio per via di questa gravità dopo tanti anni di silenzio il tema sta finalmente  diventando una priorità dell’agenda politica, a cui urge trovare un rimedio.

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Le soluzioni proposte

É per questo che in Italia sono state approvate delle leggi che cercano di porre un freno al problema. Si tratta di provvedimenti che, nella maggior parte dei casi, prevedono l’inasprimento delle pene per chi commette questo tipo di crimini come nella legge sul femminicidio del 2013 o, per fare un esempio ancora più conosciuto, la famosa legge sullo stalking.

Ma è sufficiente? C’è chi pensa di no.

Non sono mancate le voci infatti di chi, pur riconoscendo che un passo in avanti sia stato fatto, sostiene che i provvedimenti si limitino a punire chi sbaglia e non a prevenire il problema, tramite l’educazione e la formazione.

Per fare qualche esempio, sono ancora da realizzare delle azioni ambiziose per formare gli operatori dei tribunali, delle forze dell’ordine e dei servizi sociali, educare gli adolescenti al rispetto e alla non violenza, costruire una vera rete di aiuto e così via.

Questo perché finché non si cambia la cultura che genera la violenza sulle donne, questa continuerà sempre ad esistere – per quanto la legge sia dura per questi reati.

Perché anche tu potresti dare una mano

Sono di questa opinione anche al Comitato Territoriale di Firenze dell’ARCI, dove hanno a cuore il tema della violenza sulle donne e sono convinti di poter far qualcosa anche loro. 

Ed proprio così che è nata l’iniziativa di diffondere nei loro circoli un manifesto che spinga a riflettere su questo importante tema – e, perché no – a combatterlo fin dalle sue radici, proprio agendo sulla cultura.

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E qui entrano in gioco i nostri lettori: la grafica del manifesto sarà scelta attraverso un concorso, a cui si può partecipare senza nessuna spesa.

In questo modo infatti si lavorerà in due direzioni: da un lato sulle persone che guarderanno il manifesto, nella speranza che siano spinte a una riflessione, dall’altra su tutti i partecipanti al concorso, che per realizzare la loro proposta dovranno interessarsi al tema. Insomma, due piccioni con una fava! Non male come idea, no?

Se anche tu volessi partecipare, oppure se sei solo curioso e vuoi saperne di più, ti consigliamo di dare un occhio al bando: troverai tutto quello che c’è da sapere e da far sapere ai tuoi amici.

Ah, dimenticavamo un ultimo dettaglio: il primo classificato vince un iPad. Il che non guasta, ammettiamolo.

Commenti

Andrea Loro

Fiorentino d'adozione, curioso di nascita, poliglotta e viaggiatore per passione. Partecipo al Gruppo Giovani GLBTI* di Firenze fin dalla sua fondazione e vorrei raccontarti tutto ciò che c'è di arcobaleno a Firenze. Oltre ovviamente a tutto quello che ho scoperto su questa città.

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