Correre – La bottega di Calliope

No, non si tratta di un consiglio per buttare giù i chili di troppo accumulati durante le feste da poco passate, ma della prima challenge annuale del gruppo di scrittura creativa EsseCìEffe. Ebbene si dopo una piccola pausa presa per festeggiare il Natale e Capodanno i nostri scrittori si sono rimessi subito in pista, in tutti i sensi. Sono stati chiamati a mettersi scarpe da ginnastica, tuta sportiva e via di corsa verso il proprio quaderno. Dove sono arrivati? Quanto hanno percorso? E’ scritto qui sotto, buona lettura.

Correre

Mosso
un passo
dopo l’altro.
Contro il tempo
dentro lo spazio.

Corro
nell’affanno
mentre inciampo.

Crollo
nella mente,
caduta assente.

Provo ancora
a muovere
ogni arto.

Grido silenzioso
nell’attesa,
di un tuo passo.

Autrice: Monica Ricci

correre2

Nemico di me

Il cuore salta, isteriche si muovono le gambe.
Scappare.
Ma scappare dove? Da cosa? Da quel maledetto diavolo quale sono che mi imputridisce  i giorni e le notti. Ostacolo di me stesso.
Ho paura, perché non so chi sono, e allora fuggo, corro, evado da quel lacerato corpo che non mi riconosce. Ma come fare a nascondersi quando il marcio nemico è incrostato nel tuo stesso sangue? Quando si insinua come un serpente nelle arterie del tuo cuore terrorizzato e si infittisce sottopelle?
È un’eutanasia, la mia, una disperata ricerca di morte per distruggere me stesso e la mia mediocrità.
Ho paura, e non so quando arriverà il momento di fermarmi, se mai arriverà.
Lente gocce di sudore mi abbracciano la pelle come per sostenermi, quasi a consolarmi e a dire ‘io ci sono’. All’odiato me stesso urlo lacrime di rassegnazione, mentre la mia mente si strappa e si ingoia.
E intanto corro quanto più velocemente riesco, tento di seminare la mia ombra nera a forma di pipistrello, che sbattendo le ali cerca di impossessarsi di me e mi graffia con i suoi metallici artigli.
Passa una ragazza dalle sembianze di una rondine proprio accanto a me, una creatura squisitamente viva, che mi guarda e mi sorride con quegli occhi oceanici.
Forse fu Dio, ma in realtà sono più che convinto che ognuno sia il suo stesso Dio.
Allora forse fu un raggio di speranza, ma quello sguardo fendette il nero telo che precedentemente mi avvolgeva in maniera così densa e trafisse dritto nel cuore quel pipistrello demoniaco, quel Me così falso.
Mi fermai, e inaspettatamente ricominciai a respirare a pieni polmoni, ingurgitando tutta l’energia della terra, del cielo, del reale. Come un leone, ruggii dentro di me canti di vittoria e sputai fuochi d’artificio.
Mi ero perso nel labirinto dell’apatia, e avevo dimenticato il significato di ‘vita’. Ammisi a me stesso di esistere, e lentamente girai la testa per cercare la zingara che con un sortilegio mi aveva ammaliato. Lei non c’era più, e io tutt’ora la cerco, per dimostrarle che le mie mani non sono più il mio carcere. Voglio che sappia che adesso esse fremono sognando di accarezzare le sue morbidi guance di seta pregiata, per smettere di correre e cominciare a costruire verità.

Autrice: Alice Zaccagnini

Correre

Ho corso tanto, ho corso veloce,
posso dire di non aver fatto
altro in tutti questi anni.

Ho corso contro porte che stavano per chiudersi.
Ho corso lungo quella linea azzurra
del campo come se fosse l’ultimo scatto,
ogni volta.
Ho corso dietro a persone con cui
a stento stavo al passo,
senza prendere fiato una volta,
per poi vederla svanire in nuvole
di fumo appena sfiorate,
lasciandomi solo con l’affanno.
Ho corso dietro a idee e sentimenti
quelle sono le corse che preferisco,
sempre in salita.
Dove accelero solo per sentire
il vento sul volto e rallento per
ascoltare il cuore che scalpita nel petto.

Corro perchè non so fare altro,
ma sogno ogni notte di rallentare
e sedermi finalmente al tuo fianco.

Autore: Matteo Mazzoni

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Credits:Riccardo Romano, castgen

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