Cose che non sapevi sui viali di Firenze

viali di firenze

Forse non tutti sanno che i viali di Firenze furono costruiti ai tempi in cui la città era capitale d’Italia e che originariamente furono intitolati ai reali di casa Savoia.

Dopo la seconda guerra mondiale fu presa la decisione di mutare il nome dei viali per dedicarli agli eroi della Resistenza. Possiamo sentirci orgogliosi di vivere in una città che ci ricorda quotidianamente che la Repubblica Italiana è figlia della lotta partigiana e antifascista e quando i governanti vogliono sottrarci qualche diritto, dobbiamo tenere a mente quante lacrime e sacrifici umani sono costati la loro conquista.

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Vediamo come sono cambiati i nomi dei viali di Firenze e perché

Il tratto di strada che corre da Viale Strozzi a Piazza della Libertà una volta si chiamava Viale Principessa Margherita, in omaggio a Margherita di Savoia, prima regina d’Italia. Attualmente è dedicato a Spartaco Lavagnini, sindacalista comunista italiano e giornalista, ucciso da una squadra fascista all’interno della redazione del settimanale L’Azione Comunista, mentre stava lavorando alla pubblicazione di un nuovo numero, dopo che gli furono sparati quattro colpi di pistola: i primi due alla testa, un altro al petto, l’ultimo alla schiena e nella piena consapevolezza del rischio di poter essere assassinato dai fascisti.

Il viale che parte da Piazza della Libertà per raggiungere Piazza delle Cure era dedicato a Clotilde di Savoia, mentre oggi si chiama Viale Don Minzoni, prete ucciso da alcuni squadristi con una bastonata alla nuca, dopo una vita spesa in opposizione al corporativismo fascista.

Sempre da Piazza della Libertà, parte uno dei viali il cui nome può farci affermare a testa alta di essere italiani e che oggi prende il nome di Giacomo Matteotti, mentre in precedenza si chiamava Viale Principe Amedeo.

Matteotti fu picchiato, rapito e poi ucciso dai fascisti, reo di aver pronunciato alla Camera un duro discorso contro il Governo, accusandolo di essere responsabile delle violenze che avevano accompagnato l’intero periodo elettorale e per aver chiesto l’annullamento delle elezioni.

Al termine di Viale Matteotti e superata Piazza Donatello, si incontra Viale Gramsci, un tempo dedicato al principe Eugenio di Savoia.

La vita di Antonio Gramsci si spense in carcere, dopo essere stato condannato per la sua ferma opposizione al regime. Egli fu tra i fondatori del Partito Comunista Italiano.

Superato Viale Gramsci, incontriamo Viale Giovanni Amendola, dedicato al politico e giornalista italiano morto a causa delle lesioni riportate in seguito ad un agguato tesogli  dai fascisti per la sua attività di oppositore alla dittatura.

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E’ utile e interessante conoscere la storia di coloro che hanno lottato per la Libertà, principio che ha dato il nome alla piazza da cui si dipartono i viali di Firenze, perché l’esempio concreto dato con il comportamento vale più di mille parole e un popolo che non conosce il proprio passato non potrà mai avere un futuro.

 

Credits: it.paperblog.com, giovannifattori.com, grandeguerrarai

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