Cosimo de Medici e l’amore per le tartarughe con la vela

Cosimo de Medici, Toc Toc Firenze

Nel passato i Papi, i Principi e tutti i grandi personaggi in generale usavano attribuirsi un’impresa di riferimento.

Con Impresa s’intende un’immagine che simboleggia i valori, le virtù ed i tratti caratteristici della persona in questione; e figuriamoci se una personalità come il Duca Cosimo dei Medici rimanesse indenne a tutto ciò. Il Duca, infatti, fu famoso per ben due imprese: il Capricorno e la Tartaruga con la Vela.
Un condottiero e conquistatore come il Duca non scelse leoni, tigri o dragoni fumanti, ma bensì due cauti animali con grandi significati allegorici.
Il primo, e meno famoso, si tratta di un segno zodiacale appartenente alla prima metà di gennaio e, nonostante il Duca nacque l’11 giugno 1519 sotto il segno del cancro, fu scelto in base alla seconda nascita di Cosimo: quella ad incoronamento a Duca avvenuta il 9 gennaio 1531.

“Affrettatevi lentamente”

Di questo simbolo ne andava molto fiero, soprattutto perché era il segno zodiacale del primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto.
In ogni caso l’immagine che realmente ha rappresentato il Duca è una tartaruga con una vela, che divenne il simbolo della sua flotta che doveva essere tranquilla come una tartaruga ma veloce e potente come una vela gonfia.

Quando le imprese erano di difficile interpretazione, come in questo caso, venivano accompagnate da frasi in latino che le spiegassero; in questo caso il duca scelse un motto che fu attribuito dallo scrittore Sventonio al suo amato imperatore Augusto: FESTINA LENTE, ovvero “affrettati lentamente”.
Cosimo de Medici fece di Palazzo Vecchio la sua sede politica e privata e, non a caso, è proprio nel bel palazzo che si possono trovare svariati affreschi, dipinti e fregi che rappresentano le due imprese.
Solo in un affresco del Vasari, posto nella Sala degli Elementi, sono visibili entrambe le allegorie: il rilassato capricorno e la combattiva tartaruga con la vela.

Cosimo de Medici, Toc Toc Firenze
Ovviamente nel palazzo è più facile trovare il simbolo della tartaruga, generalmente rappresentata dal Vasari, rispetto a quello del capricorno, questa viene realizzata anche in materiali, colori e su supporti sempre diversi: nel ritratto del Duca nella Sala Leone X, nello Scalone Monumentale, sul pianerottolo del pavimento in terracotta della Sala degli Elementi, sulla tavola in olio della Sala Ester e persino sullo stucco dorato nell’Udienza del Salone dei Cinquecento.
Il dipinto più rappresentativo dell’allegoria è stato fatto per mano di Giorgio Vasari, e si trova sempre nel Salone dei Cinquecento; è un ritratto del Duca impegnato a studiare le fortificazioni della città di Siena che intende conquistare.
Nel dipinto lo troviamo solo, ma circondato dalle figlie poste in personificazione delle sue virtù, la più riconoscibile fra tutte è Il silenzio.
Cosimo è intento a studiare con prudenza il suo agire ed intorno al dipinto, e sulla cornice, ci sono ben quattro tartarughe con la vela che, ancora una volta, sottolineano la capacità del Duca di ponderare sulle decisioni, ma l’altrettanta velocità nel metterle in atto. Non a caso conquistò Siena in 14 mesi.
Questo binomio fra lentezza e potenza fu uno dei segreti del suo governo che tramandò anche al suo primogenito Francesco, lasciandogli scritto la sua morale “Chi non pensa le cose innanzi, non le fa mai bene!”.

 

Credits: [email protected] ; Steve Jurvetson

 

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