Coworking, scrivanie in affitto

Se la condivisione di spazi da piccoli coi vostri fratelli era uno scoglio insormontabile, siate pronti a ravvedervi: sempre più si stanno diffondendo in Italia e nel mondo spazi dedicati al coworking, ossia un stile lavorativo basato sulla convivenza in uno stesso ufficio di persone che non fanno parte della stessa impresa.

La storia inizia nel 2005, a San Francisco.

Il programmatore Brad Neuberg, volendo combinare l’indipendenza dei free lance con i benefici di una comunità, affittò una ex fabbrica di cappelli con un gruppo di amici, aggiunse mobili e fotocopiatrici, e senza accorgersene la sua “Hat Factory” divenne il primo spazio Coworking del mondo.

Da lì, sono state create un numero sempre maggiore di comunità

La parola usata è quella giusta: infatti è difficile ridurre la filosofia che si cela dietro a questa pratica al respirare la stessa aria in uno spazio chiuso. L’obiettivo è quello di creare una rete di collaborazione e sinergia all’interno di un gruppo in cui si fondono le competenze più disparate; in una combinazione di relax e atmosfera informale la condivisione dei costi agevola tutti i lavoratori indipendenti e start-up, dando anche via libera alla circolazione delle idee.

Ed in Italia com’è vissuto il coworking?

Se avete voglia di vedere cosa succede in Italia a riguardo, potete compiere qualche indagine su Coworking Project, un network nato nel 2008 che raccoglie una cinquantina di spazi per il Coworking offrendo loro un marchio e assistenza amministrativa e legale. A Firenze in particolare troviamo Floor, dove collaborano grafici, architetti e designers, oppure Multiverso, una rete toscana di coworking realizzata attraverso l’acquisizione, la trasformazione e la gestione di open space.

Adesso aspettiamo anche fiduciosi che l’amministrazione pubblica metta a disposizione nuovi spazi!

Artigianato, innovazione e design a Firenze sono di casa, scopri subito tutti i loro segreti!

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