Cultura fiorentina: storia del lampredotto

Lampredotto, Toc Toc Firenze

Lampredotto: uno dei piatti poveri preferito dal fiorentino doc, un cibo che nobilita la storia culinaria della nostra città ed è sufficiente a solleticare le nostre papille gustative stimolando immediatamente l’appetito.

Che sia dentro un panino o nel piatto, inzimino o classico, questo “cibo di strada” fa parte della cultura fiorentina da secoli.

Il curioso nome deriva da un pesce che era presente in Arno nel secolo scorso, la Lampreda, che visivamente assomiglia alla struttura del lampredotto.

Originariamente parte di scarto dei macelli ubicati prevalentemente in zona San Frediano, utilizzato poi per produrre brodo con cui i fiorentini si sfamavano sfruttandolo per cucinare il riso, il lampredotto inizia a far parte della vita quotidiana di Firenze agli inizi del 1900.

Lampredotto, Toc Toc Firenze

L’abomaso, l’ultimo dei quattro stomaci del bovino, è diventato di diritto un’istituzione della nostra città.

Il lampredotto è custodito gelosamente dentro alle antiche mura di Firenze, in quanto è quasi impossibile trovarlo allontanandosi dalla città.

Questa pietanza è tutt’oggi molto diffusa grazie ai moltissimi chioschi dei così detti “lampredottai”, dislocati nelle strade e piazze di tutta Firenze, che permettono a fiorentini e non, di assaporare e gustare una prelibatezza gastronomica che identifica la nostra città nel mondo.

La preparazione

La preparazione avviene tramite la cottura in brodo vegetale, normalmente con carota, sedano e cipolla che insaporisce e intenerisce il lampredotto donando il gusto e la consistenza tipica che fa impazzire ogni fiorentino che si rispetti.

Lampredotto, Toc Toc Firenze

Grossolanamente tagliato sopra un vassoio di acciaio, viene adagiato in mezzo al panino normalmente svuotato dalla mollica, e poi condito (solo dopo la vostra ratifica) con sale, olio extravergine di oliva toscano, pepe nero ed eventualmente aggiunto ulteriormente di olio al prezzemolo e peperoncino.

Nasce così, timida e gustosa, una pietanza che non è esagerato dire essere un’opera d’arte culinaria, diventata silenziosamente uno dei simboli della cucina di Firenze.

credits: chefitalianinelmondo , Alfredo, ilmercatocentrale

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE