Denaro sporco in Toscana: la mafia nella terra di Dante

Denaro sporco, toc toc firenze

Il dibattito sulla Mafia, in Toscana, tratta sempre su due argomenti in particolare: i 250kg di Tritolo esplosi in Via dei Georgofili la notte fra il 26 e il 27 Maggio del 1993, e le  vere e proprie istituzioni della lotta alla mafia nel campo giudiziari quali Antonino Caponnetto e Piero Luigi Vigna.

Per quanto gli argomenti siano di una certa rilevanza, è un dibattito limitato, si evidenzia il lato violento delle mafie guardandole in una prospettiva lontana: è un argomento legato ad un passato macchiato di sangue.

Ma il presente non è certo limpido, anzi la macchia di sangue ha lasciato il posto al fetido odore del denaro sporco.

Le mafie, ormai fortemente radicate nel territorio (i dati ufficiali indicano il coinvolgimenti di 64 clan mafiosi nella sola provincia di Firenze dal 1981 ad oggi), si sono legittimate in Toscana a suon di milioni. Per essere precisi, solo nel 2012 la Guardia di Finanza ha sequestrato ben  141 milioni per reati di mafia e riciclaggio, a fronte di 842 operazioni bancarie sospette nel primo semestre del 2012 (circa l’8% del dato nazionale).

Son dati spaventosi, che fanno luce sulla storia della criminalità organizzata nella regione, una storia fatte di manovre economiche nascoste, passando dalla “semplice” corruzione alla pratica del Money Transfer, tecnica privilegiata dalle mafie straniere. Sicuramente la tecnica più usata dalle mafie italiane è il riutilizzo del denaro in attività commerciali pulite, come dimostrato dagli arresti, nel 2007, di 60 affiliati al clan n’dranghetista Forastefano, cosca che agisce nel territorio Cosentino, dove vennero sequestrati  beni per 50 milioni di euro.

denaro sporco, toc toc firenze

 

La cosca riutilizzava il denaro proveniente dalle attività illecite(che variano dal traffico di droga e armi, all’estorsioni, fino alla tratta degli extracomunitari), era riciclato in azienze operanti in Emilia Romagna, Toscana e Liguria, oppure dalla famosa “operazione Apogeo” del 2011, sviluppata in varie regioni d’Italia, dove i Carabinieri del ROS, in collaborazione con i militari del GICO, appartenenti alla Guardia di Finanza, hanno smembrato un’organizzazione criminale che, attraverso il riciclaggio, la bancarotta fraudolenta, emissioni di fatture per operazioni inesistenti, ha agevolato il famoso clan dei Casalesi.

In questa operazione sono state eseguite 16 ordinanze di custodia cautelare e un sequestro di beni stimato di oltre 100 milioni di euro. Le incredibili cifre riguardanti il riciclaggio, infine, vanno analizzate legandole all’incremento, a livello nazionale, delle persone arrestate e denunciate per corruzione, in particolare nell’ambito delle pubbliche amministrazioni, della politica e dell’imprenditoria.

In particolare le mafie hanno sempre cercato di crearsi canali privilegiati all’interno delle istituzioni, anche se in Toscana non si è raggiunto i livelli di guardia di altre regioni del Nord, come la Liguria e la Lombardia, sicuramente certi dati dovrebbero destare un certo grado di preoccupazione.

 

Credits: “Per una Toscana senza mafia” di Renato Scalia, Fondazione Antonino Caponnetto

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