Dove lavoravano gli artisti: la bottega Rinascimentale come luogo di formazione

Firenze, da sempre sede ufficiale del Rinascimento italiano e scuola d’alta formazione per gli artisti dalle giovani speranze.

Ai tempi delle superiori il professore ci introduceva al mondo dell’arte con la più indiscutibile e classica pedanteria pedagogica, mostrandoci tutti i dettagli preziosi di un quadro e spiegandoci le più svariate e rivoluzionarie tecniche di pittura.

Abbiamo imparato così, con uno speciale ringraziamento alle interrogazioni da quadrimestre, a memorizzare quasi tutto degli autori previsti dal programma.

Ciò che è sempre passato inosservato è il luogo nel quale questi stessi artisti hanno dato vita alla loro carriera.

Ecco a voi una lista che non troverete sui libri scolastici.

GIOTTO (1267 – 1337)

La leggenda vuole che il giovane Giotto sia stato notato da Cimabue mentre, pascolando le sue pecore, le ritraeva su di un sasso. Così, intorno al 1272 Giotto divenne allievo di Cimabue. Altrettanto leggendario è l’episodio di uno scherzo fatto da Giotto a Cimabue dipingendo su di una tavola una mosca: risultò talmente realistica che Cimabue, tornato a lavorare sulla tavola, cercò di scacciarla.

Incoraggiato sicuramente dal proprio maestro, Giotto si inserì nel circuito delle corporazioni: esiste, infatti, la sua reale iscrizione nella potente Arte della Lana. Queste associazioni laiche nate per la difesa e il conseguimento di scopi comuni contribuirono al successo di Giotto e maestro.

ITINERARIO CONSIGLIATO: partendo da Piazza della Repubblica proseguite in direzione Ponte Vecchio seguendo Via Calimala e poi svoltate a sinistra in Via dei Lamberti, vi sarà impossibile non notare l’imponente palazzo risalente al tredicesimo secolo.

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BRUNELLESCHI (1377 – 1446)

Uomo di grande genialità, a lui si deve la scoperta della prospettiva. Figlio di un notaio, ma poco portato per la legge, iniziò come orafo nonostante il suoi veri interessi fossero rivolti all’architettura.

Una testimonianza, infatti, lo definisce piuttosto svogliato presso la bottega, mentre amava rinchiudersi alla solitaria ricerca di soluzioni matematiche nella propria casa.

ITINERARIO CONSIGLIATO: le voci vogliono che la casa-laboratorio sorgesse in via degli Agli, una diramazione che parte da piazza Antinori dove si affaccia la chiesa di San Gaetano, uno dei più importanti esempi di stile barocco della città. Vi trovate nel quartiere di San Giovanni. Un consiglio: non fermatevi solo a Palazzo Strozzi, per queste vie il grande architetto si dedicò anche alla progettazione di macchinari per l’edilizia e strumenti musicali.

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MASACCIO (1401 – 1428)

Nacque a San Giovanni Valdarno, in quei tempi a Firenze il nome «Tommaso» veniva spesso abbreviato in «Maso»: «Masaccio» è in realtà un’ulteriore deformazione di Maso ad indicare che il Masaccio era in realtà un personaggio un po’ grossolano e trasandato. Si narra che nell’attuale piazza San Firenze, all’angolo con via della Condotta, adesso presieduto da un piccolo Bar sorgesse proprio la sua bottega.

ITINERARIO CONSIGLIATO: dopo aver ammirato la splendida piazza della Signoria, sede del potere civile con Palazzo Vecchio e cuore della vita sociale della città, incamminatevi lungo Via delle Farine e dopo poco meno di 100 metri vi troverete proprio in Via della Condotta. Affacciatevi un attimo in San Firenze per lasciarvi suggestionare dalla sua particolare forma allungata definita “a mandorla”.

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LEONARDO DA VINCI (1452 – 1519)

Considerato uno dei più grandi geni dell’umanità, in generale progettista e inventore con anche una piccola parentesi da scenografo. Fu il padre Ser Piero da Vinci che credette fin da subito nelle abilità del figlio mostrando i suoi disegni all’amico Andrea del Verrocchio, questi lo convinsero a prendere il giovane Leonardo nella sua bottega.

Almeno dal 1451 la famiglia del Verrocchio possedeva una casa all’incrocio di Via dell’Agnolo con Via de’ Macci. In un ambiente adiacente, o comunque posto nelle immediate vicinanze, si trovava invece la sua bottega, dove lavorò anche Leonardo, la cui presenza è documentata almeno nel 1476. Verrocchio è stato, inoltre, il tutor di Botticelli e Domenico Ghirlandaio.

ITINERARIO CONSIGLIATO: magari avete appena visitato il mercato più antico di Firenze, quello di Sant’Ambrogio in piazza Ghiberti e avete ancora le forze e le energie per altri duecento metri a piedi. E allora dalla piazza continuate su Via Mino, svoltate a sinistra in Via dei Macci e all’incrocio con Via dell’Agnolo, tornate indietro di cinque secoli e immaginatevi gli artisti che passavano di qua per sostenere dei colloqui artistici nella speranza di essere assunti.

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