Draghi – La bottega di Calliope

Ne avete visti tra le pagine di Harry Potter, nelle Cronache del Mondo Emerso, nel Lo Hobbit e perfino nella Spada nella Roccia. Insomma i draghi sono un vero e proprio caposaldo di tutta la letteratura fantasy e non. Una fantastica creatura dalle mille capacità, un mastodontico mostro ed un valido avversario per centinaia di eroi, partiti per salvare la principessa rinchiusa nella stanza più remota della torre più alta.
Un tale personaggio non poteva sfuggire alle grinfie degli scrittori di EsseCìEffe, giusto? E così abbiamo scritto questa settimana numerose storie e poesie a tema fiammeggiante, naturalmente ognuno di noi l’ha interpretato a modo proprio, come tradizione del nostro gruppo. Chi l’ha visto come un fantasista puro vede queste leggende, cosparse di squame luccicanti e bollenti, altri come la metafora di una persona così fuori dall’ordinario o un ostacolo così imponente da far timore al solo pensiero.

Draghi

La nascita di Josefine era sbagliata. Josefine doveva nascere maschio. Il primogenito doveva sempre essere maschio, e quando il corpicino rossastro fu tra le mani della madre, questa pianse di dolore, e il padre urlò di rabbia.
Lo stesso giorno, Josefine trasportata dalle braccia che bruciavano del padre, venne portata nel luogo dove tutti i primogeniti della Contea del Fuoco venivano portati appena nati. Ci fu sgomento, sorpresa e inizialmente confusione da parte della Madre del Cratere. Josefine non era un maschio, ma le fu comunque donato il suo Drago, o meglio la sua Dragonessa.

“Jos ! Ti voglio fuori dal letto. Adesso. MUOVITI” Josefine non poteva sentire la voce tuonante del Padre. Era fuori dal letto da un pezzo. Fuori dalla sua camera, fuori dalla sua casa e probabilmente anche lontana dal suo villaggio. Quattordici anni di testardaggine e caparbietà.
I capelli ramati che caratterizzavano la sua casata e che non l’avrebbero confusa con nessun’altra, si muovevano come onde di sangue corpose, ad ogni direzione che prendeva Sidia. Jos sentiva il suo respiro attorno alle proprie gambe che gli spostava un po’ l’esile ma energico corpo, riusciva a cavalcarla come se fosse nata per questo. La sella in pelle termica le permetteva di non ustionarsi la pelle, anche se a Jos piaceva sentire il calore infuocante delle sue scaglie sotto i polpastrelli. Si muoveva con lei, ogni decisione veniva presa all’unisono, ed entrambe virano e cambiavano direzione come se il comando fosse stato preso da una sola testa. Vedevano con un solo paio d’occhi e percepivano gli ostacoli come se i loro corpi si fondessero. La Simbiosi. Josefine aveva la Simbiosi con Sidia.

“Non sei pronta! Basta scappare dalle tue responsabilità, questo gioco di fuga deve finire Josefine! I tuoi allenamenti sono fondamentali e Sidia non è ancora adulta per poter essere portata così lontana dai confini della nostra Contea! “
Gli occhi del padre erano due tizzoni ardenti, avrebbe voluto sputare fuoco come il suo Drago, se i suoi polmoni fossero stati capaci di emettere la fiamma. Le grosse mani tremavano ed emettevano fumo. Bruciavano.

“Noi siamo pronte! Io e Sidia abbiamo già la Simbiosi!”

“Sciocchezze Jos ! Non sai nemmeno cosa sia la Simbiosi”

Per un attimo mostrò i denti in un ringhio animalesco ruggendo come avrebbe fatto Kryo, il suo drago. Il drago protettore della Famiglia.
Bollenti perle di acqua sfumavano il visino scarno della quattordicenne. Le narici sputavano fuori aria calda, irregolarmente, e il costato si  alzava e abbassava a ritmo del cuore. Che batteva forte. Veloce. Stringeva i pugni Josefine, cercando di contenere la ribellione che le stava esplodendo nel petto, di trattenere con tutte le sue forze l’istinto di affrontare il suo rispetto. A fatica abbassò la testa, deglutendo l’urlo di rabbia che stava marcendo nella sua gola. Da fuori le mura, non troppo lontano dal picco, un suono gutturale e graffiante spezzò l’aria come se fosse fatta di legno. Per un istante tutto si fermò.

“Sidia”

La dragonessa alzò la testa verso la ragazza che corse verso di lei come avrebbe fatto una bambina spaventata verso la propria mamma. In un lento movimento rassicurante, allargò le ali, creandole una nicchia e Jos si appoggiò al suo petto dimenticandosi che Sidia era incandescente. Ci rimase tutti i secondi che il proprio corpo le permetteva di sopportare. Fino a che il bollore non divenne troppo anche per la pelle di Jos.

“Mi brucio sempre meno, lo vedi vero Sidia? Tu lo senti ?” Il muso della dragonessa si piegò leggermente da un lato e i loro sguardi divennero di nuovo una cosa sola.

 Autrice: Elena “Sole” Meini

drago22

La prova

Custode di te stesso,
proteggi te
ed i tuoi segreti.

Come un drago,
guardiano alato
di tesori nascosti
su vette altissime
in impervi territori.

Sei la prova
che devo superare,
il drago da annientare.

Voglio trarre la forza,
mangiarne il cuore,
morire
e risorgere
da Eroe.

Autrice: Monica Ricci

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Credits: bobberobbe, fabrizio vanelli

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