Intervista a Giacomo Trombi, capolista alle elezioni comunali di “Firenze a sinistra”

elezioni comunali

Le elezioni comunali sono alle porte. Non sai per chi votare? Abbiamo noi la soluzione: una serie di interviste ai capilista con domande semplici, le stesse per tutti. Per farsi un’idea e conoscere chi andrà a comporre il Consiglio Comunale.

Partiamo con Giacomo Trombi, candidato capolista di “Firenze a Sinistra” con Tommaso Grassi, in ticket elettorale con Adriana Alberici

Una breve presentazione

Ho 36 anni e faccio il mestiere del ricercatore universitario (precario): studio i cambiamenti climatici e il loro impatto sull’agricoltura, ho lavorato in molti progetti sia regionali che internazionali. Scout dal 1989 fino al 2004, mi sono poi occupato di politica con il comitato per la difesa della Costituzione. Nel 2008 mi sono sposato con Paola, per festeggiare i nostri 10 anni di fidanzamento. Nel 2009 è nato Peppe. Nel 2012 siamo andati a vivere a Vienna dove mia moglie ha trovato lavoro, e nel 2012, qui è nata Anita. Dopo due anni abbiamo deciso di tornare, anche per dare il nostro contributo.

trombi

Perché si è candidato? Perché proprio con SEL per Tommaso Grassi?

Mi sono candidato perché sento il bisogno di un’amministrazione capace, attenta ai bisogni reali dei cittadini, con idee ed entusiasmo, perché credo di poter contribuire con la mia esperienza, la mia vitalità e le mie idee, perché ho sentito la necessità di portare il mio contributo ad uno splendido progetto di rinnovamento della politica cittadina, che ha un ottimo esponente in Tommaso Grassi: un candidato sindaco capace, competente, sempre attento ai bisogni dei cittadini, discreto ma sempre presente nei momenti e nei luoghi dove ci sono state vertenze, criticità, lotte o belle esperienze di alterità. Una persona indipendente e con la schiena ben dritta.

Le sue idee per la città?

Mi piacerebbe una città che metta al centro le persone che a Firenze vivono, lavorano, studiano, arrivano. Una città accogliente, inclusiva, capace di proporre e recepire culture e idee nuove. L’identità di Firenze si costruisce e ricostruisce a partire dal nostro patrimonio ma anche e soprattutto stimolando la produzione di idee, di cultura, di innovazione, di ricerca, attirando fondi, attraendo e trattenendo giovani, artisti, energie nuove, dando fiato, spazi e aiuto alle associazioni, alle imprese e ai gruppi che rendono vitale il tessuto di questa città. Una città accessibile davvero per tutti, pluri-centrica, senza la polarizzazione fra centro-vetrina e periferie.

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Cosa pensa di fare per i giovani e i loro spazi a Firenze?

Vogliamo una città che sappia attrarre e far restare i giovani: artisti, studenti, ma anche chi ha un’idea, chi vuole fare impresa. Per farlo creeremo una task-force specifica che per aiutare a creare start-up sul modello degli incubatori (dunque anche in fase di progettazione e business plan), che faciliti l’incontro fra investitori e giovani, che sappia attrarre fondi europei da destinare a progetti di innovazione, di gestione degli spazi cittadini, di arte e cultura contemporanea. Nessuna politica tuttavia sarà efficace se non sarà accompagnata da un piano per la casa che punti ad aiutare concretamente le giovani famiglie, gli studenti e i giovani in generale.

Ultima domanda: lei oltre questa candidatura al consiglio comunale, di che cosa si occupa?

Prima di essere un politico (ma non ho tessere di partito), sono un padre e un marito, un ricercatore e un chitarrista. Sono un appassionato di informatica e di musica, sono un divoratore di libri, soprattutto narrativa (il collettivo Wu Ming sono da anni il mio punto di riferimento).

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