La vita a Firenze di Elizabeth e Robert Browning

Elizabeth e Robert Browning, toc toc firenze

Correva l’anno 1847. Nel fermento di una Italia ancora non unita, tra prospettive di cambiamento e lotte perchè esso avvenisse, la nostra Firenze fu scenario di una storia poetica e di forte concretezza al contempo.

Una vicenda che ci si aspetterebbe di trovare in un romanzo d’altri tempi.

Ne sono protagonisti due intellettuali inglesi: Elizabeth Barrett e Robert Browning.

Elizabeth, nata a Durham nel 1806, fu fin da bambina spinta dalla passione per la scrittura: lei stessa in primis affermò di sentire la poesia come un destino da realizzare. Costretta a vivere in condizioni di immobilità a causa di gravi problemi di salute e dell’ eccessiva severità paterna, divenne famosa dopo la pubblicazione della sua raccolta di poesie.

Tenne corrispondenza con grandi figure di intellettuali e, tra questi, con Robert Browning, anch’egli poeta. I due si innamorarono, si incontrarono, e decisero di sposarsi, in segreto, poiché la famiglia di Elizabeth non approvava il matrimonio.

Per favorire la salute di Elizabeth, si trasferirono prima a Pisa e poi a Firenze, stabilendosi in quella che è stata chiamata Casa Guidi, un palazzo del quindicesimo secolo in Piazza San Felice, vicino a Palazzo Pitti: Casa Guidi è anche “teatro” di uno scritto di Elizabeth “Finestre di Casa Guidi“, dove la poetessa racconta le vicende del 1848-49 e il Risorgimento italiano.

Elizabeth e Robert Browning, toc toc firenze

Nella prima parte del poema, viene condiviso con entusiasmo il senso di ottimismo nei confronti delle politiche riformatrici del Granduca Leopoldo II: Elizabeth si identifica in questo anelito alla libertà, sente che la sua stessa vita, al di là dei valori di una società chiusa e vittoriana, può essere incarnata in questo desiderio di indipendenza.

La seconda parte, più disillusa, e, in un certo senso arrabbiata, dimostra comunque una non resa della poetessa che vede nel suo bambino appena nato, Robert detto “Pen“, la speranza per il futuro.

Casa Guidi divenne quindi il rifugio di una vita serena: occasione di incontro con esponenti del mondo della cultura dell’epoca; luogo dove entrambi crearono opere uniche.

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Elizabeth scrisse, oltre agli altri elaborati, il poema Auora Leigh, proponendo una visione del ruolo della donna del tutto moderna e in opposizione rispetto all’ideale ottocentesco; Robert scrisse il suo “Men and women” e iniziò a concepire “The ring and the book“.

Il clima culturale che si respirava a Firenze, l’ambiente, influenzarono profondamente i coniugi Browning. Basti pensare a come Elizabeth descrisse il Duomo, in una delle sue lettere: l’edificio rappresentava il sublime in architettura, tanto da rimanere attoniti, basiti, alla sola vista delle enormi masse che lo compongono.

Robert lasciò Casa Guidi alla morte di Elizabeth, nel 1861; egli morì più di vent’anni dopo. La città di Firenze dedicò una targa ad Elisabeth, posta all’ingresso di Casa Guidi, scritta da Niccolò Tommaseo.

Casa Guidi è oggi un museo, ricostruito grazie al Browning Insitute di New York e, in seguito, all’Eton College e si può visitare gratuitamente.

Per un approfondimento sul rapporto tra i coniugi Browning e Firenze, numerosi sono gli studi condotti (all’interno della stessa Casa Guidi ci sono materiali inerenti), all’estero come in Italia; da segnalare “La Firenze dei Browning” di Maurizio Masetti; resta imprescindibile la lettura della corrispondenza e degli scritti dei coniugi Browning stessi.

Firenze, insomma, significò il coronamento di una vita e la condivisione di valori che, forse, non potevano trovare la stessa esplicazione nella Inghilterra del tempo; significò una vita vissuta per l’amore e per la letteratura.

 

Credits: Wikipedia

 

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