Famiglie fiorentine note in tutto il mondo

Famiglie fiorentine, Toc Toc Firenze

Le famiglie fiorentine? Si incontrano girando per Firenze.

Sempre passeggiando ci si accorge di come innumerevoli vie, palazzi e piazze siano state dedicate ai cognomi di svariate famiglie, che hanno contribuito alla storia del capoluogo toscano.

Purtroppo molte giovani generazioni non conoscono i tributi di queste grandi casate del passato, ignorando per esempio le origini di personalità quali Galileo Galilei, la mente più brillante della ricca famiglia fiorentina, o Francesco Gucciardini, Firenze deve tanto alla casata a cui apparteneva lo storico; e i Vespucci, noti commercianti che hanno il piacere di aver dato i natali ad Amerigo Vespucci.

Molti non sanno che gli avi di Napoleone erano Fiorentini!

Famiglie fiorentine, Toc Toc Firenze

Persino i Bonaparte erano fiorentini e schierandosi dalla parte dei ghibellini nella lotta contro i guelfi, furono esiliati in Francia dove ebbe i natali il celebre conquistatore Napoleone.
Gran parte delle nobili famiglie fiorentine dovevano le loro inestimabili fortune all’arte mercantile come gli Albizzi (la scrttura corretta sarebbe questa, nonostante il Borgo a loro dedicato sia indicato con una “z”) famosi produttori di lana, i Torrigiani, mercanti fiorentini che furono i primi a commercializzare anche con l’estero soprattutto con la Russia, gli Acciaiuoli, che presero il nome proprio dal loro fortunato commercio di acciaio, ed i Rucellai. Quest’ultimi sono famosi anche sotto il nome di Oricellari in quanto si arricchirono con la lana “oricellata”, processo che rende la lana rossa grazie ad un trattamento particolare che si ottiene anche dalle orine.

Firenze del 300 come Wall Street di oggi!

I commerci delle famiglie fiorentine furono fra i più svariati ed oltre a spezie e lane sono da citare quelle vinicole: i Frescobaldi e gli Antinori, per esempio, iniziarono la produzione di vino nel 1300 e ancora oggi sono due nomi di eccellenza del settore. Anche i Ricasoli devono parte del loro successo al loro pregiato vino, che ad oggi conosciamo sotto il nome di Barone Ricasoli in onore del Conte di Ferro, Bettino Ricasoli che fu anche il primo ministro dopo l’Unità d’Italia.
Anche il commercio di porcellane fu attivo a Firenze, soprattutto grazie ai Ginori che nel 1735 fondarono la storica azienda di manifatture di porcellane che nel 1869 si fuse con la Richard di Milano dando vita alla Richard Ginori (pure il padre dello scrittore Collodi lavorò per l’azienda).
Quando le famiglie fiorentine non erano mercanti, erano banchieri come i Bardi, casata fiorentina famosa per aver creato una struttura bancaria sottoforma di holding (nella filiale di Napoli ci lavorò pure il padre di Boccaccio) che però fallì quando Edoardo III d’Inghilterra si rifiutò di rendere i fiorini che gli furono prestati per la guerra dei Cento Anni; questo fallimento portò in rovina anche altre famiglie ad esempio i Peruzzi.

L’interesse politico innato in Fiorenza

Un altro elemento che ha contraddistinto svariate casate è l’interesse politico che alle volte sfociò in storiche battaglie, come quella fra i guelfi ed i ghibellini nata da un mancato matrimonio dei Buondelmonte, o quella fra guelfi bianchi e guelfi neri nata da un rapporto di cattivo vicinato fra i Donati e i Cerchi. La vita politica, in ogni caso, si sviluppava attorno alla famiglia Medici che rimaneva più o meno simpatica alle altre casate fiorentine, come i Pitti, che provarono a sottrarre il potere a Pietro de Medici promuovendo la Repubblica fiorentina, i Pazzi ed i Pucci, quest’ultime sono tutt’ora famose per le loro congiure.
i Pazzi erano potenziali nemici per i Medici, soprattutto per la potenza economica che stavano diventando, tanto che Lorenzo de Medici impedì loro la vita politica e la possibilità di ereditare altri beni economici che gli spettavano; tutto ciò portò alla congiura che terminò con l’impiccagione dei congiurati da parte dei Fiorentini che amavano i loro governanti.

Famiglie fiorentine, Toc Toc Firenze
Se i Pazzi riuscirono in parte con la loro congiura (Giuliano de Medici rimase ucciso dall’attacco), l’attentato dei Pucci a Cosimo I, che doveva avvenire da una finestra di Palazzo Pucci (che anche ad oggi è ben riconoscibile perché fu murata dallo stesso governante), fu sventato e costò l’allontanamento della famiglia da Firenze.
Generalmente quando queste famiglie consolidavano il loro potere economico si dedicavano all’arte del mecenatismo, i Rucellai commissionarono la facciata di Santa Maria Novella e crearono l’Accademia Platonica presso i loro giardini, gli Orti Oricellari. Persino agli inizi del ‘900 Palazzo Rucellai fu palcoscenico di cultura, in quanto Lysina, moglie di Giulio Rucellai, teneva rinomati salotti a cui partecipò anche Gabriele D’Annunzio.

… e l’arte?

Così come loro la famiglia Vecchietti, che credette nell’arte del Giambologna che, una volta famoso, dedicò alla famiglia il celebre Diavolino che fu copiato pure su Palazzo Vecchietti; i Bartolini Salimberti, che commissionarono a Paolo Uccello il famoso trittico sulla guerra di San Romolo che anni dopo fu venduto ai Medici sotto insistenza di Lorenzo de Medici; ed i Frescobaldi, che oltre a creare la Basilica di Santo Spirito utilizzarono il loro pregiato vino come metodo di pagamento per le opere d’arte del Buonarroti. Anche i Vespucci sono noti per essere stati dei grandi mecenati e nella loro casata ebbero la fortuna di avere pure Simonetta Cattaneo, moglie di Marco Vespucci, che fu considerata la donna più bella del ‘400 e quindi fu cantata da Poliziano e Pulci, ed immortalata sotto forma di Venere dal Botticelli. Casi simili li ritroviamo nella storia dei Gherardini, in quanto la misteriosa Monnalisa di Leonardo Da Vinci all’epoca era nota sotto il nome di Lisa Gherardini, e in quella dei Della Gherardesca, al conte Ugolino della Gherardesca, il poeta Dante Alighieri, ha dedicato persino un canto della sua Divina Commedia.

Dinastie dei tempi moderni…

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Alcune di queste dinastie possono essere ricordate anche in tempi più moderni come i Corsini, Tommaso Corsini fondò la Fondiaria Assicurazioni alla metà del 1800, e i Ridolfi, Cosimo Ridolfi fondò la Cassa di Risparmio di Firenze, mentre a Luigi Ridolfi dobbiamo l’AC Fiorentina. Persino nei più moderni contesti di alta moda ritornano le famiglie fiorentine e tutto grazie allo stilista Emilio Pucci, ultimo erede della famiglia, e di Gherardo Gherardini, che ha fatto del suo cognome un noto brand.
La città di Firenze deve molto a queste famiglie e non solo a livello storico ma anche urbanistico, tutte queste casate hanno costruito palazzi che ancora oggi sono famosi per la loro forma estetica e maestosità, come quello degli Strozzi, che fu sede anche dell’Accademia della Crusca, quello dei Martelli, oggi museo dedicato alla famiglia, dei Tornabuoni e dei Davanzati.
Un’ ultima famiglia che vi citiamo non ha regalato palazzi o commerci specializzati a Firenze, bensì una aggettivo: bischero. Nel 1200, per la costruzione di Santa Maria del Fiore fu richiesto l’acquisto delle case lungo il perimetro della cattedrale; la famiglia dei Bischeri aveva diverse proprietà ai piedi dell’attuale Duomo e per questo iniziarono un’attenta trattativa commerciale per guadagnarci quanto più possibile. Una notte scoppiò un incendio che bruciò proprio le proprietà dei Bischeri che furono costretti a venderle a prezzi irrisori; e proprio per questo episodio nacque il detto “Non fare il bischero!!”.

Credits:  Jean-Pierre Dalbéra ; Aldo Cavini Benedetti

 

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Luisa Greco

Sono nata a Firenze il 28/01/1988. Sono sempre stata legata al mondo umanistico: diploma linguistico (Liceo Linguistico Internazionale Machiavelli-Capponi) e laurea triennale in Scienze Umanistiche per la Comunicazione a Firenze. Attualmente sono disoccupata ed in cerca di lavoro, e questo periodo di stallo ho deciso di sfruttarlo positivamente, ovvero dedicarlo al mio primo amore: la scrittura.

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