Juventus – Fiorentina: troppi sbagli, ko giusto. Da qui a Giugno saranno cinque finali

Siviglia - Fiorentina, Toc Toc Firenze

Juventus – Fiorentina: Cinque partite, cinque finali, 15 punti totali. Vincerle tutte per sperare in una possibile, ma molto difficile, qualificazione alla prossima Europa League senza chiaramente distogliere l’attenzione dalla semifinale col Siviglia. La vittoria diventa un diktat imprescindibile, vincerle tutte da qui a fine giugno, c’è bisogno di un drastico campo di rotta, poi a Giugno, in sede di calciomercato, si tireranno le somme e nessuno sarà intoccabile. Non c’erano aspettative per la partita contro la Juventus: questa Fiorentina veniva da tre sconfitte consecutive con sette gol presi e uno fatto. Numeri imbarazzanti e inquietanti soprattutto se uniamo a questi i cinque rigori su sei sbagliati in questa stagione dai viola. Due rigori in casa della Juventus è un evento più unico che raro ed è imperdonabile sciupare in maniera così maldestra un vantaggio così grande. Oggi si è visto chiaramente quanto sia enorme il gap tra noi e i bianconeri, lo si nota in ogni cosa ma soprattutto lo si nota nel modo in cui la squadra di Allegri riesce ad amministrare il gioco ed il vantaggio. Tutta questione di mentalità, loro non ci stanno a calare di concentrazione, nella loro mente la rabbia di aver perso punti nelle giornate precedenti prevale su tutto, stanchezza fisica e mentale inclusa. Possono inciampare una volta, forse due, ma alla terza si rialzano, vuoi per il carattere di certi giocatori o per l’arrabbiatura sonora dell’allenatore, fatto sta che qualcosa scatta nelle loro teste. Questo è ciò che manca a questa Fiorentina, al di la degli eventuali errori arbitrali manca la rabbia e la grinta nel cercare il riscatto. C’è stato nel match di ieri una parvenza di gioco e di reazione (anche se minima), la squadra di Montella ha giocato un calcio dignitoso fino al gol di Llorente, poi di nuovo il buio. Di nuovo il baratro, stesso problema, non ci sono nella rosa della Fiorentina giocatori capaci di scuotere le radici della squadra dalle fondamenta e riportarla sulla retta via. Manca infine un attaccante da doppia cifra alla Rossi, uno di quelli funzionali e magari non enormi e statici. Mario Gomez sembra essere sempre più un corpo estraneo in questa squadra, anche oggi nettamente in ombra. Non c’è dubbio alcuno sul fatto che a Giugno pure lui finirà per essere uno di quei giocatori non più intoccabili, ma non siamo qui a fare il processo al tedesco, di calciomercato parleremo a fine stagione. La testa è all’Europa (o almeno speriamo), ma come detto all’inizio la cosa fondamentale adesso è quella di focalizzarsi sulle cinque finali che la Fiorentina affronterà da qui a Giugno: Cesena, Empoli, Parma, Palermo e Chievo, quel Chievo che ai tempi dell’era Prandelli valse la Champions League (anche se temporale, visto la successiva penalizzazione) alla squadra trascinata dall’allora bomber viola Luca Toni. In questo momento della stagione contestare non serve a niente se non a creare inutili danni alla squadra e a noi stessi. Rimane pur sempre la semifinale ed un eventuale finale di Europa League da giocare, possiamo dire che ancora non tutto è andato buttato. La missione è dura e serve un drastico cambio di rotta, perché la mentalità “perdente” (chiamiamola così) della Fiorentina sta prendendo un po troppo il largo. Possiamo ancora tornare sulla retta via, certamente è difficile ma questa squadra ha il dovere di provarci per non buttar via anche quel poco che è rimasto.

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