Fiorentina-Tottenham: Gomez purga, Salah stende. L’impresa è compiuta

Siviglia - Fiorentina, Toc Toc Firenze

Fiorentina-Tottenham: Il calcio alle volte è proprio strano. Sembra una frase fatta, e volendo lo è anche, ma non esiste espressione migliore per descrivere questa gara.
Il destino, beffardo, ha costretto Tatarusanu, nel bene o nel male, a saltare una delle partite più decisive dell’anno per infortunio, lasciando la porta allo “juventino” Neto.
Sempre il destino, senti qua quel burlone, ha voluto che fosse proprio lui, il gobbaccio (chiamiamolo così perché questo è e nient’altro), a salvare letteralmente la partita e le sorti della Fiorentina con una parata che vale oro.
Serietà e professionalità l’hanno contraddistinto questa sera; il miracolo compiuto nel contropiede che ha portato Soldado, goffamente, a sbagliare in due contro uno quel gol fatto davanti alla porta è roba da tripudio totale quale è stato.
Vale un gol, chapeau. Ma non è finita qui, nono, perché per i cuori viola, ogni tanto, misurate col contagocce, ci sono emozioni che non si possono descrivere.
Perciò proprio lui, Mario Gomez, l’uomo più discusso della stagione, nella partita più pesante della stagione, in progressione (alla faccia di Conte che lo definisce lento), lascia sul posto Vertonghen e scaraventa il pallone alle spalle di Lloris. Vogliamo rincarare? E rincariamo dai, già che ci siamo non ci facciamo sfuggire nulla. Si, perché c’è un uomo che viene dall’Egitto, arrivato a Firenze un po in sordina, in cambio di Cuadrado, che invece di rumore ne ha fatto, e anche tanto.
L’impressione però, è che qui il botto vero l’abbia fatto Della Valle. Mohamed Salah è quel giocatore in grado di spaccare le partite, il risolutore, il Mister X di Pulp Fiction per intendersi.

La chiude lui, si, dopo essersi divorato un gol di quelli belli ne mette a segno un’altro altrettanto bello.

E chi gli serve l’assist di tacco? Sempre lui, il Panzer, Mario Gomez.
E allora è festa vera, festa grande di popolo per questa meravigliosa Fiorentina che ha saputo soffrire tanto nel primo tempo, ma che ha saputo contenere anche molto bene, con un reparto difensivo in giornata strepitosa. Alla fine dei primi 45 minuti un po di strizza generale aleggiava nell’aria, perché si, hai retto bene, ma altri 45 minuti a tenere così erano seriamente impensabili, e infatti Montella ha recepito che c’era bisogna di una scossa e ha mandato il messaggio ai giocatori in modo forte e chiaro. Pronti via la ripresa è tutta un’altra storia, e non c’era Harry Kane che potesse tener botta alla furia viola.
Poi ragazzi, Badelj ha iniziato anche a correre e a distribuir palloni, ma cosa vogliamo di più dalla vita. Gli c’è voluto un po per carburare, chiaro, ma il ragazzo c’ha i suoi tempi, che fretta c’era, d’altronde abbiamo aspettato Bolatti (inutilmente, purtroppo), potevamo noi non aspettare il buon vecchio Badelj? Ora gambe in spalla che l’impresa è fatta, alla faccia di chi dava per spacciati Montella e compagnia: 3-1 totale e avanti un altro.
Domenica inizia un tour de force importante che vedrà la Fiorentina impegnata in tre trasferte molto impegnative. Si inizia con l’Inter a San Siro, si continua con la Juventus in Coppa Italia e si chiude a Roma con gli aquilotti della Lazio.
Tornare a casa con in tasca tre vittorie sarebbe strepitoso, ma l’impresa è dura da portare a termine.
L’importante è non perdere, visto che la rosa è stata allestita per fronteggiare al meglio tutte e tre le competizioni, poi solo il tempo ci dirà se questa squadra ha davvero le carte in regola per arrivare fino in fondo in tutti e tre i fronti. Intanto godiamoci questa impresa e ragioniamo con calma passo dopo passo.
Forza Viola!

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Edoardo Baracco

Nato a Fiesole, studio, si fa per dire, scienze della comunicazione. Vivo il calcio quasi come fosse una religione e ho una grande passione per la cucina. Nel tempo libero studio batteria, coltivando un piccolo sogno che è quello della Musica.

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