Delitti a Firenze: il nostro luogo maledetto

Delitti, toc toc firenze

Diciamocelo pure… chi di noi non si è chiesto almeno una volta cosa si prova visitando i luoghi in cui si sono svolti i peggiori delitti?

 

Cosa si respira dove un tempo le pareti si sono macchiate di sangue, tra le urla disperate delle vittime?

Per saperlo non occorre effettuare spedizioni di dubbio gusto ad Avetrana o in Val d’Aosta, perché anche Firenze ha avuto la sua “casa degli orrori”,un luogo un tempo tristemente noto, ma che oggi solo in pochi conoscono. E non è neanche difficile da trovare.

Per scovarlo basta andare in via dei Pilastri, a due passi dalla “movida” di Sant’Ambrogio e cercare il numero 4. Un portone antico, ma come tanti, e nessuna targa ricordano la casa dove visse la bella Caterina Brogi, giovane sposa di secondo letto del ricco settantenne Giustino Canacci. L’avvenente sposina, che aveva rifiutato le avances di molti, comprese quelle del figliastro Bartolomeo, “perse la testa” quando incontrò il bel duca Jacopo Salviati, elegante, giovane e avvenente frequentatore delle osterie della zona.

La notizia della tresca non tardò ad arrivare alle orecchie della moglie del Salviati, l’orgogliosa duchessa di Massa, Veronica Cybo. Che architettò una vendetta degna di un film di Hitchcock.

Delitti toc toc firenze

Chiamati due sicari da Massa, si fece dare le chiavi di casa Canacci alleandosi al “rifiutato” Bartolomeo, e la notte del 31 dicembre 1634, quando Caterina dormiva a casa sola con una serva, fece sì che i due entrassero armati, per fare letteralmente a pezzi tutto quello che trovavano in vita.

Ma a Veronica non bastò lo scempio, voleva anche servire la notizia in maniera speciale al marito traditore. Così la mattina seguente, il primo di gennaio, nel cesto di biancheria pulita che il Salviati riceveva ogni settimana, il duca fece un’orribile scoperta: la testa recisa della sua amante!

Delitti, toc toc firenze

 Se passi dalle parti di via dei Pilastri per Capodanno potresti incorrere in qualche “presenza” soprannaturale per l’anniversario del delitto, ma attenzione! Indossare biancheria rossa potrebbe indispettire qualsiasi “apparizione”: ricorda che macchiata di rosso sangue era anche la biancheria in cui era avvolta la testa di Caterina!

 

Credits: Alessio Rossi,  Agê Barros

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