Firenze fa le buche

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Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni; sfortunatamente, per asfaltare le buche delle strade di Firenze queste non basta.

 Nonostante gli sforzi dell’amministrazione comunale, ancora si trovano situazioni di grande disagio dovute  a cavità, crateri e simili incastonati nelle vie della nostra città. Chiunque si muova in macchina, motorino,  bici o altro mezzo convenzionale e non, sarà familiare col problema.

 Il sito del comune di Firenze permette di segnalare le buche per richiedere un intervento nelle strade, ma fino  ad ora l’evidenza empirica ha dimostrato un notevole disinteresse riguardo i suggerimenti provenienti dai  cittadini.

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Quindi, abbiamo deciso di mettere alla prova i nostri ammortizzatori e le nostre schiene per stilare la classifica delle cinque strade di Firenze peggiori da percorrere, e di assegnare il pomo della discordia a quella con la buca più bella:

  • Numero 5: via Benedetto Marcello, che per par condicio offre un percorso disagiato sia in strada che sul marciapiede, anch’esso costellato di buche.
  • Numero 4: via Pierluigi da Palestrina, che supera di una posizione in classifica la sua traversa, per l’estetica del reticolato presente sulla strada.
  • Numero 3: Piazza Indipendenza ha sofferto molto per l’aumento del passaggio degli autobus dovuto alla (giusta) pedonalizzazione dell’area del Duomo, con un allargamento delle buche già presenti

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  • Numero 2: apprezzabile per la continuità del dissesto, le buche della strada che porta fino a piazza Dalmazia partendo da fortezza, coinvolgono via Statuto, via Guasti e infine via Tavanti.
  • Numero 1: sul gradino più alto del podio sale una intera categoria di strade, accomunate dal selciato; chiunque passi prima da Piazza Stazione, per poi proseguire in piazza Adua e finire in via Faenza, può apprezzare le toppe di asfalto sopra le pietre mancanti del percorso. Questo problema riguarda anche le strade intorno alla Pergola e nella zona di Porta al Prato.

Infine, per chiudere senza note amare, possiamo comunque segnalare l’ottimo lavoro fatto in via de’ Tornabuoni, e sperare anche che i fondi ottenuti coi mondiali del ciclismo siano ben investiti.

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