Firenze vale una lettera- Raccontami Firenze

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Cari posteri,
ebbene si, voglio scrivere una lettera per il futuro, andiamo avanti e andiamo avanti anche in Italia e nello specifico a Firenze. Sembra la lettera di una parolaia, ma non lo è. E poi perché Firenze?
Perché Firenze e non un’altra città??? Firenze, patria della cultura, culla di un baricentro tutto italiano (non per niente ha partorito un attualissimo Presidente del Consiglio), Firenze che è stata smerdata “illo tempore” e non solo letteralmente nel lontano novembre 1966.
E che dire degli attuali lavori per porre rimedio alle pur sempre esistenti infrastrutture fognarie.
È da poco stata approvata una delibera della Giunta Comunale (e siamo nel 2014) che approva il protocollo d’intesa tra la Provincia (pur sempre esistente) e il Comune di Firenze per l’intervento di chiusura idraulica lungo il fosso Macinante del parco delle Cascine a Firenze in prospettiva della mitigazione e messa in sicurezza del fiume Arno.
Firenze allora nel 1966: da brava immigrata dalle Puglie io allora ero nel mio paesino assolato e niente sapevo di cosa succedeva qui.
Un mio caro conoscente mi raccontava che, uscito la mattina per andare a lavorare come benzinaio al Galluzzo in auto, la sera non fece più ritorno, perché Firenze era divisa in due da un mare di fango e merda ed era impossibile tornare a casa.
I telefoni non funzionavano, perciò il mio amico passò la notte all’agghiaccio ed, intanto, a casa moglie figli e genitori nulla sapevano. Il giorno dopo, poi, passate molte ore, e con grande coraggio guidò l’auto in mezzo quel corso di liquami che copriva le ruote dell’auto e che la faceva slittare.
O che dire di quella bimbetta di undici anni che, per salvarsi da un metro e ottanta circa di quel “fiume“, andò sul tetto del terratetto (scusate la ridondanza), dove abitava con tutta la sua famiglia. Così mi disse:“mi ricordo ancora di quella donna incinta..” ed io “come quella donna incinta?”, “si quella donna incinta che andava sulla barchetta a partorire in terraferma”.E si, si partoriva anche durante l’alluvione.
Ed ora, ora “siamo nella merda come allora” mi dice.
Oggi il corso degli eventi finanziari fa slittare l’Italia. Ci aspettiamo aiuti dall’Europa…Siamo in una situazione di emergenza come dopo l’alluvione del 1966 e siamo sempre persone di buona volontà che si continuano a rimboccare le maniche.
Quali interventi di mitigazione e messa in sicurezza dello stato sociale si possano attuare?
Intanto bisogna coltivare le forze nuove e i giovani, dargli una possibilità automatica positiva di formazione e di inquadramento nella società.
Nella mia lontana gioventù, chi sgobbava alla fine poteva farcela… Andavo all’università e lavoravo a termine, quando andava bene, ma lo sforzo delle mie lunghe file, anche se con molta fatica, mi dava una prospettiva di futuro. Da Prato a Firenze, all’Università. Correvo dietro all’autobus e poi dietro al treno e poi a Firenze correvo per le vie del centro per arrivare al terzo piano sempre di corsa su per le scale. Un ascensore c’era, ma era piccolo e sempre stipato di gente. E poi file per il bagno, file per prendere posto in aula, file per andare alla mensa e file per la biblioteca troppo piccola per poter “ospitare” tutti: il più delle volte dovevo emigrare alla biblioteca di lettere o nelle aule libere in Piazza Brunelleschi. L’energia era tanta, saltavo anche i pasti, mi cibavo di libri, fino ad ubriacarmi; ma alla fine della giornata quando la biblioteca chiudeva ero spensierata… Mano nella mano passaggiavamo per le vie del centro e bastava questo, una birra un po’ di patatine, musica, il Piazzale, San Lorenzo e tutto il mondo era in mano nostra. Il mio l’avevo fatto, il cuore era in pace e potevo godermi la compagnia.
Quante volte siamo stati seduti sotto la statua del David al Piazzale Michelangelo o in Piazza Indipendenza o al Duomo o in Piazza Pitti? A far che??? A godere la vita insieme, a volte solo noi due, a volte con la compagnia di amici.
Voglio lasciare ai posteri questa mia emozione di soddisfazione che mi derivava dall’aver sgobbato tutto il giorno, però per me. La stessa soddisfazione che poteva emergere dopo un alluvione ed una nascita, la donna che andava a partorire..ed una rinascita continua, che deve poter sempre esserci.
Ciao a tutti

Un racconto di Mariella Niccolini

Nata nella lontana Puglia, sotto il sole mediterraneo infuocato. Dopo lungo errare approdo a Firenze, dove tuttora vivo.

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