Franco Zeffirelli e Firenze: storia di una vita

franco zeffirelli, toc toc firenze

In una intervista il cineasta fiorentino Franco Zeffirelli, 92 anni lo scorso 23 febbraio, disse che il mondo è sempre stato salvato da chi guardava avanti.

Zeffirelli non avrà salvato il mondo ma nel 1966, quando Firenze fu devastata da una alluvione, dimostrò di sapere guardare avanti.

In poco più di un mese realizzò “Per Firenze”, un documentario che mostrava senza filtri i danni provocati dall’inondazione. Le immagini sensibilizzarono il pubblico mondiale (il documentario venne prodotto anche in una versione in lingua inglese) e Firenze ottenne numerosi aiuti da enti pubblici e privati di tutto il mondo per far fronte al disastro e salvare le opere d’arte a rischio.

Ma andiamo con ordine.

Zeffirelli cominciò la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove mostrò una forte propensione verso il mestiere dello scenografo.

Terminati gli studi entrò subito a fare parte della realtà teatrale della città e, saltando da una compagnia all’altra, si impratichì con l’arte della scenografia.

A questo punto Firenze gli fece un grande regalo: l’incontro con il regista Luchino Visconti.

franco zeffirelli, toc toc firenze

I due si conobbero al teatro della Pergola; Zeffirelli, intraprendente scenografo in erba, dipingeva le scene per uno spettacolo, Luchino Visconti cercava disperatamente una signora anziana per un ruolo nel suo “La via del tabacco”.

Zeffirelli colse l’occasione e al rifugio degli anziani trovò la persona adatta a quel ruolo. Iniziò così la sua collaborazione con Luchino Visconti che era all’apice della carriera e che fu per lui un modello e una fonte di ispirazione e apprendimento.

Zeffirelli lasciò Firenze, iniziò a lavorare come scenografo e poi come aiuto regista per i film “La terra trema” e “Senso”.

franco zeffirelli, toc toc firenze

Vissero insieme per anni, a Roma, nella villa di Visconti, ma Zeffirelli sentiva il bisogno di emanciparsi artisticamente e dopo dieci anni si trasferì a Milano.

Ricominciò dalla scenogrofia fino a quando nel 1957 esordì alla regia con il film “Camping”, una commedia frivola che andava di moda in quegli anni.

La carriera di Zeffirelli lo elevò a Maestro indiscusso del cinema e del teatro ma lo tenne lontano da Firenze, fino ad un paio di anni fa.

Il regista sentì il richiamo della città che tanto gli aveva dato e decise di consacrare la loro storia realizzando un museo destinato a contenere l’archivio con i suoi lavori e opere.

Nel progetto, coinvolta anche la Fondazione Teatro della Pergola per la gestione della scuola delle arti sceniche di canto e danza.

L’ultima visita alla città è avvenuta a fine gennaio; in questa occasione Zeffirelli ha stabilito con l’appoggio del sindaco Dario Nardella che il museo e l’archivio saranno relizzati in un’ala dell’ex Tribunale di San Firenze, a due passi da Palazzo Vecchio e piazza della Signoria, dove il regista è nato e cresciuto.

 

Credits: espresso.repubblica, iturf, wikipedia

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