Il fuorisede e il suo menù: tutte le vicissitudini

fuorisede, toc toc firenze

L’alimentazione di un fuorisede? Senza dubbio, composta per lo più da schifezze.

Costretti a combattere una guerra senza speranza contro i prezzi dei supermercati e lontani dai manicaretti di mamma, si consolano con uno shottino.
Ogni giorno in Italia, milioni di studenti devono affrontare una prova ben più ardua di un esame: la cena arrangiata non è certamente una passeggiata per lo studente fuorisede, si tratta di un combattimento a spada tratta contro i prezzi dei supermercati, come Don Chisciotte coi mulini a vento, alla ricerca della convenienza a scapito della qualità, cercando di risparmiare sul cibo ma non sull’alcool.

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Tornato nella magione, il nostro eroe non può permettersi di riposare, dovrà prendere i suoi calderoni e iniziare a mescolare cibi liofilizzati per creare una cena almeno ai livelli di “Cucine da Incubo”.
Dopo aver mangiato la razione giornaliera di cibo che può variare dalla pasta dello sdentato alla bistecca senza sangue fino alla scatoletta leccata, ahimè, il nostro eroe deve arrendersi ai piatti da lavare e giacere a terra ucciso e circondato da pentole incrostate.

La giornata culinaria del fuorisede

Il menù dello studente fuori sede inizia con la colazione formata da residui di latte del primo brick trovato aperto in frigo inzuppandoci due fette biscottate datate 1918 spalmate di burro che sa di gorgonzola, il tutto accompagnato da un rancido caffè.
Il pranzo è il male minore, dato che la maggior parte degli studenti possiede la tessera per la mensa ed è dunque lì che il nostro eroe trova la salvezza a mezzogiorno.
Ma se dovesse accadere per qualche fatale errore di essere a casa per pranzo, quest’ultimo sarebbe formato da avanzi di cibo cinese della sera prima e il secondo dalla scatoletta di tonno, che ormai non si taglia più con il grissino accompagnato da un pezzo di pane che sa di ciabatta.

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La cena viene spesso fatta insieme a tutti gli altri coinquilini in maniera democratica così che il più capace cucini per tutti gli altri che imbastiscano la tavola, aspettando le delizie dello chef composte da un piatto di spaghetti scotti ed un accenno di pomodoro scondito, l’olio di oliva è fuori budget.
In alternativa sarebbero serviti tranci di pizza avanzati dal weekend o sostituiti altrimenti dai famosi sofficini, cotti senza perder tempo a scongelarli. L’acqua non esiste e viene usata soltanto per lavarsi i denti o i piatti, l’elemento chiave sono invece le birre che non mancano mai, almeno due a testa. Il tutto coronato dal caffè rimasto nella moka dalla mattina.
Al termine della cena tra coinquilini si sa, scatta il momento shottini con il rum scolato come se fosse una festa di laurea. Giunte le due di notte, il nostro studente si reca a letto contento e un po’ intontito, fiero di avercela fatta a saziarsi anche questo dì.

Sei appena arrivato a Firenze e non riesci ad orientarti? Guarda le nostre guide per i fuorisede a Firenze!

Questo articolo è stato realizzato dagli allievi dell’Accademia della Pubblicità: Carlotta Balestrieri, Fabiola Costagli, Andrea David, Alessio Sabatini e Giulia Susini.

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