Gemellaggi: tutti gli “amici” di Firenze

Gemellaggi Toc Toc Firenze

Gemellaggi, patti di amicizia e fratellanza. C’è una lista lunghissima di località geografiche, vicine e lontane, europee ed esotiche, grandi e piccole, legate al Giglio che nessun fiorentino si aspetterebbe.

Una delle città più internazionali d’Italia non poteva che avere tantissimi amici “sparsi” per il mondo. Città europee o “vicine” come Reims, Valladolid, Dresda, Edimburgo, Turku (Finlandia), Riga, Kessel (Germania), Budapest, Atene e Tirana. Oppure ancora le mete lontane ed esotiche legate ad altre culture: da Nazareth a Esfahan (Iran), da Betlemme a Fèz, da Nanchino a Kyoto, da Puebla (Messico) a Philadelphia, da Kuwait City a Salvador de Bahia (Brasile).

Cos’è il gemellaggio?

Il gemellaggio è una tradizione antica, un legame simbolico tra un’istituzione, una scuola, una comunità o un qualsiasi gruppo associato, ma soprattutto tra paesi e città. Nell’Europa del Dopoguerra molti paesi e comuni, grandi o piccoli che fossero, decisero di legarsi ad altre località spesso lontane e diverse, con le quali tuttavia condividevano alcuni punti in comune nella storia e nelle tradizioni. Attraverso queste relazioni di amicizia, un continente dilaniato da una guerra fratricida dava inizio ad un comune percorso di pace e fratellanza.

Sessant’anni di “amicizie” in tutto il mondo

Il pioniere e il padre dei gemellaggi fiorentini è stato il “sindaco santo” Giorgio La Pira. Sono passati sessant’anni da quando, nel 1954, il primo cittadino strinse un accordo con l’antica cittadina medievale francese di Reims, primo centro a gemellarsi con il giglio fiorentino in nome del legame artistico e culturale che univa i destini delle due cattedrali: Santa Maria del Fiore simbolo vivente del Rinascimento e l’antica Notre-Dame de Reims dove venivano incoronati i re di Francia.

Gemellaggi Toc Toc Firenze

Nel 1964 sono stati perfezionati i gemellaggi con Edimburgo, che avrebbe ospitato alcuni bambini delle famiglie colpite dall’alluvione del ’66 e Dresda, città d’arte soprannominata la “Firenze tedesca” rasa al suolo dagli Alleati durante la Guerra. Negli stessi anni Firenze ha “stretto amicizie” con l’Estremo Oriente e in particolare con la cittadina di Kyoto, come ricorda la statua dell’allevatore giapponese in piazza Gavinana e negli States con Philadelphia. Negli anni ottanta e novanta il capoluogo toscano avrebbe invece esteso il suo network in tutto il mondo: in Cina con Nanchino nel 1982, in Brasile con Salvador de Bahia 1991, nel mondo arabo con Kuwait City donatrice nel 1995 della scultura “i sette tulipani” di Jafar Islah che oggi è possibile ammirare all’ingresso dell’archivio di Stato.

Non solo gemellaggi

Oltre ai 18 gemellaggi, esistono altri sodalizi che la città ha stretto nel corso degli anni. Si tratta dei patti di amicizia con Arequipa (Perù), Ningbo (Cina), Portovecchio (Corsica), Cannes (Francia), Cracovia (Polonia), Tallin (Estonia), Jehonju (Corea del Sud), Providence (USA), Malmo (Svezia) e Gifu (Giappone). O ancora un patto di fratellanza con la cittadina austriaca di Mathausen, tristemente nota per il suo campo di concentramento, per costruire un futuro migliore e ricordare alle giovani generazioni l’importanza del nuovo mondo basato sui valori di pace, amicizia e solidarietà.

Credits: Ludovic Peron 

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