Gilli: 281 anni di caffè

Firenze, 1911: Non solo Le Giubbe Rosse

La città è piena di futuristi: pittori, scultori, poeti, musicisti, architetti ed artisti di ogni genere.La convivenza però non è sempre facile, il caffè “Le Giubbe Rosse” e gli altri caffè, insieme alla Stazione di Santa Maria Novella, sono spesso teatri di violenti scontri con sedie che volano, accompagnate da francesismi più o meno elevati.

In questo clima teso e denso di scontri, il Caffè Gilli, rimane l’unico posto dove si più discutere (più o meno animatamente), senza aver paura di essere colpiti da un tavolo lanciato da qualcuno in disaccordo.
La sua attività pluricentenaria, unita al fatto che i suoi maggiori frequentatori sono i più importanti esponenti della nobiltà fiorentina, gli garantisce uno stato neutro e relativamente tranquillo.

gilli, toc toc firenze

1733: La Bottega dei Pani Dolci

Sotto il governo di Gian Gastone de’ Medici, ultimo erede della famiglia fiorentina, gli svizzeri Gilli decidono di aprire in via de’ Calzaiuoli “La Bottega dei Pani Dolci”, riscuotendo un enorme successo, soprattutto tra la nobiltà fiorentina. Ancora oggi in via de’ Calzaiuoli, nell’edificio originario, è presente una targa che riporta la data 1733, anno dell’apertura del Caffè.

Dal 1800 al Dopoguerra, passando per il Futurismo

Nella seconda metà del 1800 l’esercizio si sposta in via degli Speziali, proprio di fronte al celebre Caffè Chantant Trianon (dove oggi si trova la Rinascente). A quel tempo il piano terra era occupato da una grande pista di pattinaggio, frequentata da tutte le giovani ragazze borghesi del tempo, è in questo momento che il Caffè si specializza nella preparazione di caffè, confetti, assenzio e rosolio.

Nel 1890, la gestione passa in mano ad un’altra famiglia svizzera, quella dei Frizzoni.

Attorno al 1920 il locale si trasferisce in Piazza Vittorio Emanuele (oggi Piazza della Repubblica), dove tutt’ora si trova. E’ in questo periodo che diventa un punto di ritrovo per futuristi fiorentini e non, come Marinetti, Soffici, Boccioni, Carrà, Palazzeschi, Viviani e Lega, ma anche di artisti e pittori come Doni, Caligani, Pozzi, Polloni, Ferroni, e Pucci, che animano la vita del locale e le serate con le loro discussioni. E’ in questa piazza ed in questi caffè che nascono le riviste “Lacerba” e “La voce”, importanti testate dell’epoca.

gilli, toc toc firenze

A causa di queste frequentazioni, composte soprattutto di colti ed eleganti clienti quasi sempre senza un soldo (si diceva per questo che vivessero “sui chiodi”, cioè tra i debiti), Gilli è ribattezzato “Il caffè dei Fachiri“.

Nel dopoguerra diventa un punto di ritrovo per giovani fiorentini e per i primi turisti che arrivano a visitare la città. Molto spesso vi si trovano divi di Hollywood che si rilassano bevendo qualcosa.

E’ a questo periodo che risale la famosa foto di Ruth Orkin, intitolata American girl in Italy 1951.

Gilli oggi

Gli ambienti sono perfettamente arredati e danno una perfetta idea di come fosse un bar della Belle époque. Anche per questo il Caffè, sotto la direzione della famiglia Valenza, continua a svolgere un ruolo centrale nello scenario di Piazza della Repubblica.

 

 

Credits: 0annis, Annabellebanana, amy_bloody

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