Grosseto Firenze: cronaca di un’odissea

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A volte anche un viaggio all’apparenza semplice e veloce può rappresentare una vera e propria impresa. E’ quello che può succedere percorrendo la tratta Grosseto Firenze con i mezzi pubblici.

 

Domenica 31 agosto 2014 rimarrà sicuramente impressa nei miei ricordi. Il giorno prima mi trovavo in vacanza nei pressi di Capalbio, un piccolo paesino medievale arroccato sulle colline maremmane, poco distante dall’Argentario. La sensazione che provi in questi luoghi selvaggi, poco trasformati dalla mano dell’uomo, è l’estrema rilassatezza dovuta alla tranquillità e alla pace dell’ambiente circostante. Un contesto completamente diverso da quello rumoroso e caotico della città.

Lì è facile scordarsi degli impegni e della routine quotidiana: mentre mi riposavo sulla spiaggia, improvvisamente, mi sono ricordato di avere un appuntamento importante l’indomani alle 14. Decido allora di prendere il pullman, che abitualmente prendo, Grosseto Firenze con partenza alle 9.50 e arrivo intorno alle ore 12. Avevo previsto di raggiungere la mia destinazione ben due ore prima del mio impegno. Una volta giunto alla stazione, però, scopro che quell’orario non è coperto dal servizio di trasporto pubblico nei giorni festivi, nonostante fosse agosto.

L’inizio del calvario

Il pullman successivo partiva alle 15.30. A quel punto, mi sono detto: sono le 8.30, prendo un treno per Pisa e poi con un cambio arrivo tranquillamente a Firenze in orario. Recatomi alla biglietteria, ho chiesto quale fosse il primo treno per Pisa. L’impiegato mi ha risposto che ce ne sarebbe stato uno alle 11.30. Troppo tardi per me. Il dialogo con l’impiegato è proseguito in questo modo:

“E la tratta Grosseto Firenze passando da Siena?”

“È bloccata da ottobre per il crollo di un ponte!”

“Quindi per tornare a Firenze entro le 14 devo prendere un taxi?”

“No, in realtà una soluzione ci sarebbe, ma non è fra le più comode!”

“Cioè?”

“Le stampo l’itinerario del viaggio!”

“Grazie!”

Di seguito l’itinerario stile “La Grande Fuga”:

itinerario

Quattro ore di viaggio e autisti spericolati

 

In conclusione, per coprire la tratta Grosseto Firenze e raggiungere la mia destinazione ho dovuto prendere un pullman delle Ferrovie dello Stato e 3 treni. Per percorrere una distanza di circa 120 chilometri in linea d’aria ho impiegato quasi quattro ore, senza considerare l’ora e mezza passata a Grosseto ad attendere il primo dei tanti mezzi di trasporto di cui ho usufruito. Un trasporto pubblico che, per usare un eufemismo, definirei spezzettato, rateizzato.

L’apprensione per il lungo viaggio che mi aspettava è stata solo in parte mitiga dalla visione della bellezza delle colline intorno a Montalcino, percorse su di un autobus alquanto sgangherato con un autista alquanto sgangherato e con il piede un po’ pesante.

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Giunto a casa mi sono posto alcuni interrogativi ai quali i responsabili del servizio dovrebbero dare una risposta. Se la tratta ferroviaria Grosseto-Siena-Firenze non è percorribile perché non è stato incrementato un servizio alternativo? La maggior parte dei rappresentanti politici parlano spesso di riduzione del traffico e dell’inquinamento, ma cosa fanno per scoraggiare l’utilizzo dei mezzi privati? Fa risparmiare tempo investire sul’alta velocità delle tratte ferroviarie nazionali e abbandonare a se stesse le tratte regionali?

 

credits: binari treno, colline Montalcino

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