I 7 che vogliono chiudere La Cité

la cité, toc toc firenze

Nel giugno 2007 apre La Cité, una libreriacafé, dopo aver vinto un bando comunale che definiva la zona “degradata“.

Dopo esattamente 6 anni di eventi, concerti, mostre, presentazioni di libri e molto altro Borgo San Frediano è totalmente cambiato: hanno aperto altri 7 locali, si trova giovani a chiacchierare per strada e La Cité è diventato non solo un locale dove bere qualcosa la sera, ma un posto dove il proprio bambino può andare a disegnare, dove si può andare a studiare il pomeriggio e anche dove comprare un libro.
In poche parole l’attività notturna è sempre compensata da quella alla luce del sole.

E arrivò un giudice

la citè, toc toc firenze

Poi arrivò giugno 2013, una denuncia e un giudice: sequestro preventivo hanno detto. Chiusura obbligatoria dalle 23 alle 7, hanno detto. Motivo? Disturbo della quiete pubblica. La Cité fa ricorso e proprio in questi giorni viene rifiutato.
Ma quella della movida è una questione sempre sulle cronache in questi ultimi tempi. Sopratutto dopo la “crisi” in via de’ Benci con viabilità bloccata, alcol che scorre a fiumi e residenti che formano un comitato per aver più di un’ora di sonno.

Ma proprio qui sorgono i dubbi: secondo giudice e pubblico ministero La Citè non merita di rimanere aperta per “situazioni ingestibili“. I Vigili Urbani concordano. Ma nella via ci sono altri 7 locali che rimangono addirittura aperti fino alle 4, mentre La Cité chiude massimo alle 2.
E poi da chi è firmata questa denuncia? Probabilmente un comitato di molti cittadini, invece no. Sono 7 firme. Sono 7 le persone che rischiano di chiudere un centro culturale che non solo da lavoro a quasi 10 persone, ma che riesce ad attrarre giovani e non che vengono a vedere mostre di artisti, concerti, letture di poesie e via dicendo.

E forse arriva il boia

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Allora La Cité comunica pochi giorni fa che con queste restrizioni, più dure addirittura di quelle imposte in via de’ Benci, non riuscirà a rimanere aperta per molto: continuando così chiuderà entro dicembre 2013. Quindi inizia ad arrivare la solidarietà: dai locali dello stesso quartiere, dalle associazioni, dal centro anziani e addirittura dall’asilo. Oltre quella di centinaia di persone su Facebook.
Quest’estate l’assessore alla cultura del comune di Firenze Givone ha detto: “È meglio una città con il rumore di una Citè, che una città senza il rumore de La Citè.

La Cité, secondo noi, rischia di essere la vittima sacrificale di un problema sociale ben più profondo. È un centro culturale pieno di vita che ha vinto un bando comunale per recuperare una zona degradata secondo lo stesso comune. Ci domandiamo se non possa essere spostata dall’Amministrazione, come peraltro hanno chiesto gli stessi gestori. O se il problema non possa essere risolto senza porre in mezzo l’autorità giudiziaria, magari sempre attraverso una mediazione istituzionale.

La questione della movida è centrale per la vita di una città. Ma non potrà mai essere risolta a colpi di sequestri e bandoni tirati giù. Siamo una città universitaria con circa 10000 studenti fuorisede, senza contare i turisti e gli stessi giovani fiorentini.

Stiamo rischiando il paradosso brechtiano di nominare un nuovo popolo?

Credits: La Cité

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