I Chiostri di Santa Maria Novella

Un’impresa lunga  quasi due secoli

I chiostri di Santa Maria Novella fanno parte del Complesso dei Frati Domenicani, opera che vide la cerimonia per la prima posa il 18 ottobre 1279 e che fu terminata nella seconda metà del Trecento. Solo nel 1420, però, la struttura sarà consacrata da papa Martino V e solo nel 1470 l’opera si può considerare compiuta, con la facciata di Leon Battista Alberti.

chiostro verde

Il Chiostro verde

Fu costruito dal 1332 al 1350 circa su progetto di Fra’ Jacopo Talenti e ha un accesso diretto da Piazza Santa Maria Novella tramite un passaggio alla sinistra della facciata. Il suo nome lo deve ai numerosi affreschi in terra verde (un pigmento realizzato ossido di ferro e acido silicico) che furono realizzati nel Quattrocento. Sul lato nord del Chiostro si trovano gli affreschi più famosi, realizzati da Paolo Uccello tra il 1425 e il 1430 e rappresentanti alcuni episodi della Genesi nello specifico troviamo “il Diluvio Universale”.

In questo affresco ci sono due episodi distinti e l’arca di Noè è dipinta due volte: quando infuria la tempesta e vediamo uomini e animali che carcano un modo per salvarsi dalla furia divina e quando Noè è affacciato a una finestra e accoglie la colomba che torna con un ramoscello di ulivo.

Da questo affresco emerge tutto lo studio e l’interesse di Paolo Uccello per la prospettiva: con le linee parallele delle due arche, infatti, il pittore conferisce profondità all’immagine e, grazie alle linee e ai contorni netti, riesce a bloccare i personaggi in movimento. Sugli altri lati della struttura si trovano affreschi raffiguranti, le Storie di Abramo e le Storie di Giaccobe realizzate, secondo l’opera di Giorgio Vasari, da Dello Delli.

Il Chiostro fu gravamente danneggiato dall’alluvione del 1966 e per restaurare le opere fu necessario staccare gli affreschi dal muro seguendo un particolare e delicato meccanismo. Il restauro di alcune di esse, tuttavia non è ancora finito.

Il Chiostro Grande

Fu edificato fra il 1340 e il 1360. La sua grandiostià e maestosità fu scelta come dimostrazione dell’ordine Domenicano a Firenze in quel periodo, anche se furono molte le famiglie che sovvenzionarono i lavori, come dimostrano i numerosi stemmi posti sui pilastri.

chiostro grNDE

Questi locali furono attrezzati per ospitare le grandi personalità che passavano da Firenze in particolare durante il concilio di Firenze-Ferrara del 1439, come ricorda una lapide ancora presente. Solo negli anni 1562-1592 per ordine di Eleonora da Toledo, moglie di Cosimo I, il chiostro fu affrescato da numerosi e famosi artisti dell’epoca (Bernardino Poccetti, Alessandro Allori, Santi di Tito, Cosimo Gamberucci Ludovico Cigoli). Nel chiostro sono rappresentate le Storie di San Domenico, di San Pietro Martire, San Vicenzo Ferre, di Cristo e di altri santi domenicali.

Nel 1734 fu chiuso il pozzo al centro del Chiostro e su di esso sorse la statua del beato Giovanni di Salerno, fondatore del convento, oggi rimossa.

Dal 1920 il Chiostro fa parte della Scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri, per questo non è normalmente visitabile. Occore controllare sul sito internet dell’Opera di Santa Maria Novella per sapere quando sono previste delle aperture straordinarie, per poter ammirare il Chiostro Grande.

Nel  1966 molte opere furono danneggiate dall’alluvione e, esattamente come per il Chiostro Verde, alcune sono ancora in restauro.

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