I Lorena e Firenze: le opere culturali

i lorena, toc toc firenze

La storia (d’amore?) tra i Lorena e il Granducato della Toscana inizia nel 1735, ad opera del trattato di Vienna: dopo la fine della dinastia dei Medici, con la morte di Gian Gastone,  la corona venne posta sulla regal testa di Francesco Stefano, Duca di Lorena e di Bar.

In seguito, il potere passerà a suo figlio Pietro Leopoldo (il grande signore illuminato che tolse la pena di morte nei nostri confini), e la dinastia proseguirà, con la parentesi della conquista napoleonica, fino al 1860 con il passaggio al regno d’Italia.

Un secolo di innovazioni

Per circa un secolo dunque, la famiglia austriaca ha lasciato il proprio segno nel Granducato: furono apportate molte migliorie a scuole, ospedali, compiute bonifiche e rimboschimenti, riorganizzata l’economia con l’abolizione dei dazi e delle dogane, tutto nell’ottica di un’evoluzione dello stato moderno.

Un primo, grande segno del loro passaggio è il grande arco di trionfo situato in piazza della Libertà: fu eretto nel 1737 per celebrare l’arrivo di Francesco Stefano nella città; sulla decorazione possiamo vedere l’aquila asburgica dominare sui bassorilievi. Stranamente, l’uscita dei Lorena dalla città portò il discendente Leopoldo II a passare per quello stesso arco.

i lorenza, toc toc firenze

La nascita del museo di storia naturale

I Lorena hanno influenzato anche grandi palazzi della città: la galleria degli Uffizi fu fortemente riorganizzata secondo i principi dell’illuminismo e aperta al pubblico secondo il volere di Pietro Leopoldo (sempre lui) che anche si adoperò nel compiere scambi con la galleria d’arte di Vienna, il che permise a quadri splendidi di Tiziano, Giovanni Bellini, Dürer di arrivare sull’Arno. Alcune collezioni degli Uffizi furono poi spostate alla Specola, in modo da dare ordine e logica coerente alle esposizioni e dare quindi vita al nostro museo di storia naturale. Palazzo Pitti invece, dapprima snobbato da Francesco Stefano, fu adottato come residenza da Pietro Leopoldo (ma va!) che aprì l’ala ovest del palazzo, ossia gli appartamenti medicei, alle visite.

Non contento, P.L.(ormai siamo in confidenza) inoltre sponsorizzò l’Accademia dei Georgofili, e la sua collezione privata, insieme a quella del padre, ha arricchito considerevolmente l’odierno museo della Scienza, dove è conservata ora insieme ai ricordi dei Medici.

 

credits: Palazzo Pitti, Arco Piazza Libertà

 

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE