Riscoprire i luoghi della solitudine

Luoghi della solitudine

I luoghi della solitudine per evadere dalla routine

Firenze è la città perfetta per fare un sacco di cose in compagnia. Ma è anche la città in cui è possibile prendersi cura di se stessi, staccando una volta tanto la spina dagli smartphone e riscoprendo i cosiddetti luoghi della solitudine.

Nell’era social, tutti abbiamo la continua esigenza di esser connessi con il mondo, di pubblicare cosa pensiamo, cosa mangiamo, con chi siamo, che musica ascoltiamo e via discorrendo, facendo così venire meno una condizione fisica e mentale che forse davvero abbiamo dimenticato da tempo: la solitudine.

Spesso è considerata come qualcosa da evitare. Viene associata a tristezza, paura e a tutte quelle sensazioni simili che in ogni caso sono sgradevoli. Se imparassimo invece a godere di quel tempo in cui non abbiamo nulla da fare, potremmo valorizzare alcuni dei nostri momenti apparentemente vuoti, piuttosto che cercare di riempirli comunicando col mondo intero da soli nella nostra stanza.

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Dove andare e cosa fare quando siamo soli, annoiati e forse anche un pò pensierosi? Ecco dunque i nostri consigli.

Una panchina alla stazione di Santa Maria Novella

Sedersi su una panchina e osservare i passanti in viaggio, ha l’effetto quasi magico di poter capire chi sono, dove vanno, cosa pensano. Guardare i viaggiatori uno ad uno e provare a leggere dai loro gesti i loro pensieri e il loro modo di essere, è un esercizio molto rilassante, stimola la creatività e quella particolare sensibilità di saper comprendere chi abbiamo di fronte senza che si esprima verbalmente.

Consigliato agli scrittori, ai creativi, agli indecisi.

Luoghi della solitudine

Preoccupazioni imminenti? Il relax al di là dell’Arno

Percorrendo Ponte alla Vittoria, dando le spalle alle Cascine, c’è un viotto sterrato che fiancheggia il fiume, sul lato opposto al Lungarno Vespucci. Da lì i rumori del traffico sono attutiti dalla vegetazione e dallo scrosciare delle acque del fiume che sbatacchiano sulla riva. Spesso il clamore del caos cittadino fa venire la nostalgia del verde, anche se Firenze è ben fornita di parchi e giardini. Senza allontanarsi troppo dalla città, e senza dover “subìre” bambini con i pattini, biciclette che strombazzano, corridori che se la tirano e il solito tram-tram, le panchine al di la del Ponte alla Vittoria, sono un must per godere di natura e silenzio.

Hai bisogno di un boccone, ma ti scoccia star seduto da solo a un tavolino passando per “sfigato”?

Innanzitutto eliminiamo questo dogma: non c’è alcuna legge che preveda l’illegalità di desinare in solitudine. Mangiare in un’atmosfera lounge, scegliere le nostre leccornie preferite e gustarle da soli, ci da il tempo di godere dei sapori e di non temere imbarazzanti silenzi come quando si è in compagnia. Altrimenti, all’incrocio tra Via Dei Neri e Palazzo Vecchio, le scalinate su cui si intrattengono i turisti stanchi, sono dominate dall’atmosfera acustica di una chitarra e da un artista di strada, che ripropone i migliori brani della tradizione nazional popolare italiana; una musicalità che nonostante il vociare chiassoso dei turisti, si sposa alla perfezione con la bellezza rinascimentale di questo incrocio pedonale, tra Piazza della Signoria e gli Uffizi, rendendo il vostro “pranzo al sacco”, unico e speciale.

artista di strada loggia

Ognuno può trovare un suo angolo di città per assaporare i luoghi della solitudine. Quel posto dove non sentiamo il bisogno di sapere l’ora, ma soprattutto dove impariamo a porci una domanda che facciamo sempre agli altri, e che invece non poniamo mai a noi stessi.

E tu come stai?”

Credists: huffintonpost, StefanoSabella, Luca TesconiGilbertoPhotography

 

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