Il giardino di Archimede: il museo della Matematica a Firenze

Il giardino di Archimede

Il direttore del Giardino di Archimede Enrico Giusti ci ha spiegato in cosa consiste questo strano museo dedicato alla matematica.

Il professor Giusti è un importante matematico italiano che ha dedicato la sua intera vita allo studio di  questa scienza. Nella sua carriera, oltre alle numerose pubblicazioni, spicca la Medaglia per la Matematica ricevuta nel 1999 dall’Accademia Nazionale delle Scienze. Ora si occupa principalmente della storia della matematica ma in particolare della cura del museo. Lo abbiamo incontrato per parlare del museo che dirige e per rassicurare tutti quelli che covano una certa allergia per i numeri e per le formule, perché questo museo non è esclusivo per i fanatici della matematica ma è il posto in cui tutti sono i benvenuti.

Il giardino di Archimede

Il giardino di Archimede infatti, ci spiega il professore, è un museo interattivo e non va inteso nel senso canonico, come luogo in cui sono esposti degli oggetti. In realtà, questo museo offre percorsi che vanno dalla storia alla dimostrazione pratica di teoremi della matematica, consentendo a chi lo visita di giocare letteralmente con essa. Gli oggetti esposti sono realizzati da artigiani e il museo si regge con le proprie sole forze, se si esclude il mini-finanziamento percepito a livello locale.

Perché ai Giardini di Archimede è il benvenuto anche chi non ha dimestichezza con la matematica?

Le formule intanto non ci sono“, ci spiega il professore Giusti. Si può giocare, sperimentare, si può andare sull’altalena o sentire l’effetto distorto della propria voce in lontananza. Ma ci sono anche gli oggetti della storia della matematica. La mostra su Fibonacci ne è un esempio. Dal titolo “Un ponte sul mediterraneo“, questa mostra illustra come l’esperienza di Fibonacci ad Algeri abbia reso possibile l’importazione della matematica in Italia dagli arabi. Tuttavia gli arabi non erano stati gli inventori della matematica perché essi stessi l’avevano importata dai greci.

Cosa accadde in Italia dopo il contributo di Fibonacci?

La matematica passa dove c’è civiltà. Nel 1200 la civiltà era nel mondo arabo mentre in Europa eravamo nel medioevo inoltrato. La matematica era importante per il commercio. e divenne fondamentale per quelle realtà come le Repubbliche marinare che vivevano appunto di commerci. In quei tempi, i mercanti frequentavano le scuole di abaco, com’è noto.  La matematica è connessa con lo sviluppo della società. Nessuno sapeva che a Firenze nel 1300 anche le donne andavano a scuola, per esempio. Nelle cronache di Villani, c’è  traccia di questa notizia. Prima della peste, spiega Giusti, c’era la necessità di persone che sapessero far di conto. e quella del mercante era una professione che richiedeva di saper scrivere e contare. Se una famiglia aveva pochi maschi, si trovava a mandare a scuola le figlie femmine. L’eccezionalità di questo fatto si sarebbe verificata nuovamente secoli dopo.

Il giardino di Archimede

La matematica sarà sempre di più uno dei principali fattori dello sviluppo scientifico e tecnologico.

Un linguaggio che si settorializza e che si specializza. La matematica che oggi è impiegata nella tecnologia, è estremamente sofisticata. Se pensiamo a tutto il panorama del commercio in rete, a tutte le transazioni, ma anche alla posta elettronica, è chiaro che questi sono basati su sistemi di codificazione ripresi da teoremi fondamentali della matematica. Si pensi alla crittografia a chiave pubblica, che resta  praticamente ancora un mezzo matematico fondamentale ma che però richiede conoscenze approfondite. Le macchine a controllo numerico sono anch’esse basate su teorie di approssimazione di equazioni differenziali. A differenza della poesia, la matematica è una materia progressiva.

Se a uno piace una poesia del Novecento, non occorre tassativamente studiare Dante, seppur vivamente raccomandabile. La matematica non si studia a compartimenti stagni. Qual’è il lato culturale della matematica? Lo spirito. Apprezzare una dimostrazione, anche a livello elementare. La logica matematica è in un certo senso rigida e Il Giardino di Archimede mette in luce questo aspetto. Il museo sdrammatizza. Indipendentemente dalle passioni, mostra che la matematica può far giocare. Ma non bisogna fare confusione. Noi non insegniamo nulla. Le cose che si imparano sui libri.

 Per saperne di più, visita il sito del Giardino di Archimede

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Credits: Carrolpedia, AntonioDileta, Udacity

 

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