Il “Sasso di Dante”: fra mito e leggenda

Sasso di Dante, Toc Toc Firenze

Ormai è un dato di fatto: i fiorentini non si risparmiano con nessuno nell’esprimere la loro pungente ironia. Personaggi illustri, papi, banchieri, scultori, poeti…nessuno di questi è sfuggito dall’essere protagonista di aneddoti e storie che hanno saputo resistere nel tempo e tramandate per secoli.
Anche Dante Alighieri è uno dei protagonisti canzonato in una di queste simpatiche storielle popolari. In effetti sono molti gli aneddoti che circolano intorno alla figura del sommo poeta dal naso aquilino; una fra le più famose è quella del “Sasso di Dante”.

 

Ne hai mai sentito parlare della leggenda?

I luoghi danteschi sono ben radicati nell’immaginario e nella cultura fiorentina.
Uno di questi è quello in cui era situato il Sasso di Dante.
Si dice si trovasse in Piazza delle Pallottole, uno slargo situato presso Via dello Studio, proprio alla destra dell’abside del Duomo. In questa piazza è oggi visibile, tra due negozi,  una lapide ottocentesca con la scritta “i’ vero Sasso di Dante”.
Su questo sasso Dante era solito fermarsi e riposarsi, prima del suo esilio, osservando i lavori di costruzione della Cattedrale.

Sasso di Dante, Toc Toc Firenze

Ciò che viene tramandato nell’aneddoto è quanto: un giorno, mentre Dante era assorto nei suoi pensieri, seduto sul solito sasso, passò un conoscente che avvicinatosi al poeta gli chiese: “Oh Dante, icchè ti piace di più da mangiare?” – “L’ovo” – rispose prontamente Dante.
Trascorse molto tempo, un anno o forse più, quando lo stesso tizio ripassò di lì e ritrovando il poeta ancora seduto nel suo luogo preferito e sempre assorto, sicuro di coglierlo alla sprovvista, si avvicinò e gli chiese:- “Co’ icchè?” – “Co i’ sale!”– rispose Dante senza scomporsi.
La solita genialità dei fiorentini.

Credits: Jim Forest ; Antonio Trogu ;

 

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