Ma il Sindaco cosa fa?

sindaco, toc toc firenze

Mozioni, delibere, ordinanze del Sindaco: politichese? No, parole che nascondono scelte che riguardano la vita quotidiana di tutti. Cerchiamo di capire cosa vogliono dire!

Se c’è qualcosa che non va nella vostra città, dalle buche nelle strade a un servizio pubblico che non vi soddisfa, non sapete a chi rivolgervi o a chi addossare la responsabilità? Rischiate di perdervi fra termini sconosciuti, meccanismi (apparentemente) troppo complessi e non riuscite a capire come funziona il governo del Comune dove vivete? Allora date un occhio a questa rubrica e potrete risolvere molti dei vostri dubbi!

Per prima cosa vi parleremo del Sindaco, di come viene eletto e dei suoi poteri.

Come viene eletto

Quando siamo chiamati a votare per le elezioni amministrative, votiamo contemporaneamente sia per il sindaco sia per i componenti del consiglio comunale: sulla scheda elettorale  il nominativo di ogni candidato sindaco è collegato al simbolo di una o più liste di candidati a consiglieri comunali e l’elettore può votare una lista e un candidato sindaco con varie combinazioni.

[spoiler show=”Mostra” hide=”Nascondi”]In questo modo, se si vota il sindaco e la lista associata, oltre a eleggere il signor Rossi come capo dell’esecutivo, si dà anche la possibilità ai sostenitori del signor Rossi, che si presume abbiano idee simili, di avere la maggioranza anche nell’organo legislativo, cioè il Consiglio Comunale.[/spoiler]

Viene proclamato sindaco al primo turno il candidato che ottiene la MAGGIORANZA ASSOLUTA dei voti validi (50%+1), ma se nessun candidato riesce a raggiungere il 50%, si procede a un secondo turno di elezioni di lì a due settimane (ballottaggio), a cui sono ammessi i due candidati con il maggior numero di voti (sistema maggioritario a doppio turno).

[spoiler show=”Mostra” hide=”Nascondi”]Al ballottaggio i due candidati hanno la possibilità di collegarsi a  ulteriori liste, oltre a quelle già dichiarate al primo turno: in questo modo, i candidati usciti di scena possono in qualche modo dare la propria “benedizione”a uno dei due candidati rimasti in gara, suggerendo al proprio elettorato di tornare a votare per il signor Rossi piuttosto che il signor Bianchi.[/spoiler]

A questo punto viene proclamato sindaco il candidato che riceverà un maggior numero di voti (in caso di parità, quello con maggior numero di voti alle liste associate, se c’è ancora parità – caso quasi più che rarissimo – viene eletto il più anziano).

sindaco, toc toc firenze

Come decade

Il mandato del sindaco dura 5 anni.

Prima di questa data, il sindaco può decadere per vari motivi (oltre alla sua stessa decisione di dimettersi o allo scioglimento del consiglio):

  • Mozione di sfiducia promossa almeno da due quinti dei consiglieri comunali e votata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri per appello nominale.
  • Insorgenza di condizioni di incompatibilità con la carica di sindaco (tra cui anche il fatto che il sindaco decida di candidarsi alla carica di deputato o senatore alle elezioni nazionali); in queste circostanze anche il semplice cittadino può appellarsi al tribunale civile per denunciare condizioni di incompatibilità/ineleggibilità  del sindaco.

Come opera

Se la delibera è lo strumento operativo della giunta, quella del sindaco è l’ordinanza, un provvedimento del tipo “comando” o “divieto” di fare qualcosa.

Si distinguono ordinanze normali (adottate normalmente per dare attuazione pratica a leggi e regolamenti; per es. un’ordinanza che “ordina” la chiusura di un locale che non rispetti le norme igieniche) e ordinanze d’urgenza: queste sono provvedimenti urgenti che il sindaco prende per affrontare un pericolo imminente che mette a rischio l’incolumità dei cittadini o la sicurezza pubblica e che non può essere affrontato con la legislazione ordinaria (emergenze sanitarie, igieniche…).
In quanto legate a un’urgenza, questo tipo di ordinanze si caratterizzano per la loro temporaneità e devono essere dettagliatamente motivate.

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Funzioni e competenze

Il sindaco è il capo del POTERE ESECUTIVO locale, si occupa cioè di decidere COME  dare attuazione ai progetti e alle pianificazioni deliberate dal consiglio comunale.

Una volta eletto, effettua le nomine di quelli che saranno i suoi più stretti collaboratori nella gestione amministrativa: gli assessori della giunta comunale (principale organo esecutivo del comune), vicesindaco, segretario comunale e il direttore generale; nomina inoltre i responsabili degli uffici del comune e dei servizi comunali, oltre ai propri rappresentanti presso svariati enti di cui il comune è socio (aziende, consorzi, associazioni, fondazioni, cooperative..).

Nelle sue funzioni, il sindaco agisce a due livelli:

  1. Condivide le competenze della giunta comunale che egli presiede e coordina;
  2. Dispone di alcune competenze che per legge spettano direttamente alla persona del sindaco (piuttosto che alla giunta):
  • Il sindaco adempie ad alcuni servizi che sarebbero in realtà di competenza statale (agisce in veste di Ufficiale del Governo centrale), come l’organizzazione delle consultazioni elettorali, i servizi di anagrafe e statistica, gli atti in materia di ordine pubblico e sicurezza (ricordiamo che il comandante della Polizia Municipale risponde dei suoi atti direttamente al sindaco, che gli impartisce le direttive generali e vigila sul suo operato);
  • Organizzazione degli orari dei servizi pubblici e degli esercizi commerciali, modificandoli anche laddove vi siano esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, della quiete pubblica, problemi di traffico o inquinamento (questo ruolo è stato messo in discussione dalle recenti liberalizzazioni degli orari dei negozi da parte del Governo Monti, che hanno infatti sollevato un conflitto di competenze con i comuni)
  • Tutto ciò che lo statuto di ciascun comune affida direttamente al sindaco (per esempio concessioni edilizie, espropri, gemellaggi…)

A partire dal 2008, inoltre, in virtù di quella che venne allora definita dalla stampa nazionale “emergenza sicurezza”, sono stati ampliati i poteri di ordinanza, creando il noto fenomeno dei cosiddetti “sindaci sceriffi”.
Per saperne di più potete leggere l’approfondimento.

[spoiler show=”Mostra approfondimento” hide=”Nascondi”] Abbastanza recentemente (2008) è avvenuto un netto ampliamento del potere di ordinanza del sindaco in risposta alla percezione di diminuita sicurezza da parte dei cittadini e all’impotenza lamentata dai sindaci di poter incidere con efficacia sulla sicurezza urbana. Perciò, mentre nella dicitura precedente della legge il sindaco poteva emettere ordinanze per fatti imprevedibili al fine di difendere “solo” l’incolumità dei cittadini, è stata ora introdotta anche la tutela della sicurezza urbana, consentendo al sindaco di emettere ordinanze anche su temi quali decoro urbano, prostituzione, tossicodipendenza, accattonaggio, abusivismo (decreto Maroni). Inoltre, la dicitura “ ordinanze urgenti” si è trasformata nell’espressione “ordinanze anche urgenti”, legittimando di fatto il sindaco a emettere atti su temi che per il loro carattere strutturale non presentano chiaramente caratteristiche di imprevedibilità.
Da allora sono quindi fioccate le cosiddette “ordinanze creative” dei “sindaci-sceriffo” che vanno dalle ordinanza anti-lavavetri, anti-alcool, anti-volantinaggio, anti-prostituzione (ricordiamo che la legge italiana non la vieta direttamente), fino a divieti di girare a torso nudo o di usare il tagliaerba nei week-end.
Questi atti fanno emergere evidenti problematiche: in primo luogo un deficit democratico che deriva dal fatto che il sindaco viene investito di un potere simil-legiferativo (cioè di emettere regole di convivenza pubblica) che nel nostro ordinamento non dovrebbe avere, in quanto le norme che regolano la collettività  devono essere emesse dall’organo che di quella collettività è espressione più plurale e cioè il consiglio comunale (come il Parlamento a livello nazionale); si delinea, inoltre, una forte frammentazione normativa, nel senso che domani tizio va in gita al comune X e gli fanno la multa perché si è tolto la maglietta e poi va nel Comune Y e gli fanno un’altra multa perché porta gli zoccoli nel centro cittadino (esiste anche questa!).[/spoiler]

La discussione in merito è tuttora molto vivace e anche la Corte Costituzionale si è espressa dichiarando l’illegittimità di assegnare al Sindaco il potere di emanare provvedimenti non contingibili ed urgenti.

 

[Credits: Qualunquemente; Linkiesta; Comune di Colognola]

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