Illusione di me stesso – La bottega di Calliope

Altro tema della serie “se non sono semplici non li vogliamo” per i nostri scrittori del gruppo EsseCìEffe. Un lungo viaggio dentro se stessi alla ricerca del proprio io confrontandosi con le proprie illusioni. Non c’è illusione più grande di quella di sapere chi siamo e come siamo fatti, lo dimostra Pirandello nel suo celeberrimo “Uno, nessuno centomila” e ci proviamo adesso noi con i nostri testi.
Buona lettura.

Dialogo

B: Brain
A: Io

B -Come stai?
A -……
B – A che pensi?
A – Ogni volta che parlo con te mi sfugge, non puoi pretendere che elabori il tuo inconscio, e allo stesso tempo discuterne con te!
B – Pensavo fosse tutto chiaro…
A – Non pensare; il fatto che tutto scorra, implica che non si possano cristallizzare tutti i tuoi pensieri in mera forma astratta, vanno concretizzati! Un testo, un disegno, una canzone, un discorso, una rissa…PensieriAzioni…
B – Tutto ciò che sono mi leva tempo…dove c’è tempo per me, non lo trovo per gli altri, dove invece c’è il tempo per le altre persone, manca il mio. Mi rimane difficile switchare o integrare queste due forme umane. Sono stanco di tutte queste obbligazioni, criteri oggettivi e soggettivi, mischiati, confusi, ingarbugliati, ognuno fa ciò che vuole ma tutti lo fanno per gli altri…non è giusto!
A – Non è che non è giusto: è che semplicemente È. È così in questo istante, forse anche in quello dopo, e in quello dopo ancora, forse no, o forse cambierá qualcosa nel futuro…ma impossibile e’ parlare del tempo, perché è una cosa che noi abbiamo inventato per facilitarci la vita, ma in realtà non è altro che la nostra prigione. Una scatola che ci distrae dall’effettiva realtà’ che respiro dopo respiro, passo dopo passo, viviamo di continuo. Non esiste passato o futuro, o almeno esiste come evanescente ricordo, frammento di memoria, niente più, e ciò che in realtà’ conta sei te nel momento in cui scrivi queste cose.
B – Quindi cosa dovrei fare?
A – Vivi te stesso nel più totale egoismo, perfezionati, splendi davanti ad uno specchio, gli altri stanno già facendo questo, sei indietro tu! Nel momento in cui sarete tutti richiesti, vi illuminerete il viso a vicenda e percorrerete la strada insieme, con le persone che hanno scelto che la tua luce non dà fastidio agli occhi! E tu potrai seguire altre persone verso casa.
B – Vorrei tanto essere te, senza me!

Autore: Matteo “Avventuriero”

L’effetto di un’ iniezione

Elisa dice che i soldi non fanno la felicità. Ha una villa in campagna con piscina e la casa al mare.

Melissa dice di non avere pregiudizi. Frequenta solo ragazzi che hanno una storia disperata simile alla sua: padre andato chissà dove, madre alcolista.

Lara dice che la bellezza non esiste. Odia suo padre, con qualche kilo in più, e non sopporta Adele e Platinate.

Giacomo dice che Dio non esiste e che le religioni in generale rovinano il mondo. Non mangia il maiale e il venerdì niente carne.

Leonardo odia le droghe. Fuma regolarmente ad ogni pausa e ha sempre una specie di farina bianca sul colletto della camicia o della maglia. Peccato che non faccia il fornaio.

Teresa dice che la felicità non esiste è solo un’illusione. Una domenica al mese suo figlio Marco va a cena da lei con la famiglia, apparecchia sempre la tavola con una tovaglia nuova.

Michele odia i raccomandati. Ha un posto fisso con duemila euro al mese nella ditta di suo padre.

Io sono convinto che esistano nuove forme di vita, penso di vederne una, appena sveglio allo specchio, ogni lunedì mattina alle 7. Regolarmente dopo la mia colazione composta da: uno yogurt Vipiteno magro, un bicchiere di ACE e il latte con i cereali al riso soffiato al cioccolato. Vado poi a lavoro, dove ricopro il ruolo di addetto al controllo qualità delle viti. Mansione di grande importanza, che molti sottovalutano. Io riesco a svolgerla addolcendo quel vortice di curve che potrebbe non trovare il suo bullone. Nella mia carriera mai una volta una vite non ha trovato il suo posto. Forse solo una: la 7953. Già quella vite era l’unica che nelle sue pareti non aveva la solita sciarpa metallica ad avvolgerla. C’erano solo punti di varie misure che rendevano la superficie liscia, dunosa al tatto. Sono sempre alla ricerca del suo bullone, anche se per ora mi sostituisco io. E’ diventata la mia vite porta fortuna.

Ho sempre paura di mangiare le uova, da quando mia nonna mi ha detto che il guscio affilatissimo se ingoiato taglia tutti gli organi. Evito sempre di pestare le pozze, pensando così di non turbare il quieto vivere degli spiriti senza corpo che ci vivono. Mi piace utilizzare il Vinavil, per fare mensilmente il ricambio della pelle tenendo come trofeo, nella mia scatola dei trofei, i pezzi più grandi. Mi piace anche andare all’ERG, da Paolo e mettermi ad annusare il raffinato profumo di benzina. Dalle 17.35 alle 19.35 vado in giro per i tetti, per cercare l’inquadratura che comprenda tutti i colori del tramonto. Una volta ogni due mesi però, vado all’ASL dietro casa mia. Una delle infermiere mi fa una puntura di Xeplion da 75mg. Per circa una settimana mi prendo una pausa dal mondo. Quando torno a casa non capisco più  quale sia il vero mondo.

Autrice: Eleonora Francalanci

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Credits: mbeo

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