Incubatori per il sociale: Impresa Campus e Articolo 21

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Impresa Campus è il supporto offerto a laureati, laureandi, dottori di ricerca, dottorandi e assegnisti che vogliono fare impresa con le loro idee più innovative e meritevoli.

Durante la prima fase di training collettivo, vengono svolti degli incontri sulle tematiche riguardanti i momenti dell’avvio di un’impresa, la propensione all’imprenditorialità, il modello di business e il quadro generale. Nella fase successiva i partecipanti, seguiti da una figura specializzata, revisionano i progetti proposti e i relativi business plan. L’ultimo step riguarda la presentazione dinanzi a una commissione esperta che valuta le presentazioni e le idee d’impresa proposte. Le informazioni per saperne di più su Impresa Campus e sulle modalità di partecipazione le puoi trovare qui.

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Per il terzo ciclo di Impresa Campus UniFi, sono stati presentati ben nove progetti.

Lo scorso martedì 20 gennaio il ciclo si è concluso con la premiazione del progetto di illuminazione intelligente per persone con difficoltà motorie. Il progetto “Sketch Design”, ideato da Mario Fullone, è presentato qui. Il premio speciale per l’innovazione sociale è andato a quattro ragazzi che si sono distinti per  la particolarità del loro progetto di impresa, dedicato alla riabilitazione di carcerati desiderosi di reinserirsi nella società tramite il lavoro.

Conosciamo meglio Articolo 21

Articolo 21 nasce nell’ambito del  Servizio Civile presso il Polo Universitario Penitenziario del carcere di Prato, in collaborazione con l’Università di Firenze e AVP (Associazione Volontariato Penitenziario Onlus), da parte di quattro giovani che si conoscono proprio prestando il loro servizio in questo ambiente. I promotori  sono Davide Agnelli, Anna Cerri Boni, Lapo Lenardon e Mario Venturella. Il nome scelto deriva dall’articolo 21 della legge 354 che disciplina le possibilità di lavoro nell’ordinamento penitenziario. Successivamente il progetto è maturato approdando su Impresa Campus è si è guadagnato il premio menzione speciale “Innovazione Sociale” nella fase conclusiva del ciclo promosso dall’ateneo fiorentino.

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 Come vi aiutato il progetto di Impresa Campus? In cosa si è rivelato utile?

Impresa Campus è stato molto utile e ci ha aiutato nel maturare a tutti gli effetti l’idea di impresa, partendo dalla sostenibilità economica (che in un’impresa sociale è sempre molto complessa), cercando di migliorare i punti che sembravano più deboli nella prima idea di progetto ed affiancandoci un manager esperto (Antonio Citarella della Linde Medicale) che ci ha guidato nella parte finale del percorso.

Il tema che avete scelto per fare impresa è molto delicato. Quali sono le difficoltà specifiche nel relazionarsi con il sistema penitenziario? Come cercate di superarle?

Il tema anche secondo noi risulta delicato e complesso ma è proprio per questo che abbiamo deciso di affrontarlo. Le difficoltà legate all’ambiente carcerario sono quelle che conosciamo un pò tutti, sovraffollamento delle celle, scarsità di personale (sia degli operatori di polizia, che degli educatori), pregiudizio verso gli ex detenuti, ma il nostro obiettivo è proprio quello di fornire un supporto agli Istituti di pena, per migliorare la qualità della vita sia dal punto di vista dei detenuti che di chi ci lavora.

Ci spiegate il funzionamento pratico del servizio di inserimento nel mondo del lavoro di quelle persone spesso relegate ai margini della vita pubblica? Come funziona insomma Articolo 21?

In questa fase grazie anche al percorso di Impresa Campus stiamo cercando di implementare una produzione di alimenti per celiaci all’interno di un carcere toscano. Il progetto nasce dalla tesi che il reinserimento socio-lavorativo ha un effetto estremamente positivo sull’abbassamento del tasso di recidiva, con risvolti positivi sul piano sociale (percezione della sicurezza, diminuzione del problema sociale) e sul piano economico. Oltre ad una riqualificazione personale e professionale ai ragazzi si da la possibilità di non gravare economicamente sulle proprie famiglie ma di poterle anche minimamente sostenere. La nostra idea è di partire dalla Toscana per creare un modello di business sociale, prendendo come esempio alcuni carceri del nord Italia che già producono.

L’Università ha il suo lato “nascosto”: ricerca inarrestabile, grandi progetti e molto altro. Scoprilo subito!

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