Intervista ad un ingegnere senza frontiere

ingegneri senza frontiere

Sono gli ingegneri senza frontiere

Docenti universitari, studenti e laureati che offrono le loro competenze per migliorare la vita delle comunità nei paesi dei cosiddetti nord e sud del mondo.

Indipendenti da ogni governo, colore politico, interesse economico e credo religioso.

Sandro Mehic è uno di loro, all’ultimo anno di Ingegneria Informatica. Attualmente fa parte del consiglio direttivo dell’associazione a Firenze. Un ragazzo pieno d’entusiasmo, che ha cordialmente accettato di concederci un’intervista.

Sandro, per cominciare, volevo chiederti quando Ingegneria Senza Frontiere nasce e da quanto tempo essa è attiva a Firenze.

Premettendo che Ingegneria Senza Frontiere non è una realtà esclusivamente italiana, la prima sede nasce a Torino nel 1995.

La sede fiorentina risale al 2002, nata grazie alla cooperazione di altre sedi  e ad un social forum, tenutosi nell’ateneo e che ha raccolto moltissimi studenti.

ingegneri senza frontiere

Quali sono i progetti in programma in questo periodo?

Oltre a varie iniziative relative all’università, come Ingegneria Senza Frontiere ci stiamo occupando di quattro progetti principali.

Da poco si sono chiuse le selezioni per la nona edizione del premio Totarillo, un’ iniziativa che si tiene ogni anno ed è dedicata ad uno dei nostri soci venuto a mancare nel 2005.

Due commissioni, una formata da membri interni e una formata da docenti, ricercatori e liberi professionisti, raccolgono le tesi di laurea (triennali, magistrali, di dottorato e internazionali) riguardanti le tecnologie idonee ai problemi del sud del mondo, che saranno selezionate e premiate in base al contenuto e al relativo impatto sociale.

Il nostro secondo progetto riguarda l’area bosniaca, è un documentario che gireremo insieme ad una associazione del posto, che già da tempo, anche attraverso i social media, si sta occupando di questo problema.

Siamo venuti a conoscenza del fatto che il governo locale ha avviato la costruzione di dighe e centrali idroelettriche per esportare l’energia prodotta all’estero, senza lasciar nulla alla popolazione.

E’ un’occasione per poter parlare ad un pubblico più vasto e per offrire competenze sull’energia idroelettrica e su altre tecnologie che interessano le nostre attività.

Il terzo progetto  di Ingegneria Senza Frontiere è di assistenza ai carcerati iscritti all’ateneo, iniziativa rimasta inattiva per un paio di anni a causa della mancanza d’iscrizioni, ai quali i nostri volontari forniranno le loro competenze sulle rispettive materie d’interesse.

Infine, aiutati dai docenti, stiamo allestendo un corso di formazione sui cambiamenti climatici, per far capire agli studenti cosa essi comportino e cosa si possa fare, individualmente o collettivamente, per combattere questo problema.

Mi viene spontaneo chiederti quanto consenso ottenete presso la facoltà d’ingegneria qui a Firenze

Il consenso ottenuto è abbastanza buono. I docenti stessi sono molto ricettivi verso i progetti di ISF e cercano di darci una mano, facendo in modo che l’ateneo ci dia disponibilità di spazio e di tempo.

Purtroppo noi non abbiamo un contratto formale che ci assicuri la continuità di questi servizi, sono i singoli docenti che decidono di venirci incontro non la scuola. Ma per ora ci è sempre andata bene.

Quali competenze richiedete a chi decide di unirsi a Ingegneria Senza Frontiere?

Tempo e voglia.L’associazione, oltre che da studenti e liberi professionisti, è composta anche da gente che lavora quindi chi si unisce a noi è chiamato a fare ciò che riesce secondo le sue disponibilità.

Spesso si fanno lavori di divulgazione e di organizzazione di eventi, ma chiunque si unisca a noi può proporre suggerimenti per migliorare la vita nell’ateneo e avviare progetti più o meno ambiziosi, molti di questi animati da un forte attivismo politico.

I docenti stessi sono pronti ad offrire le loro competenze.

E proprio l’attivismo politico è un aspetto fondamentale di Ingegneria Senza Frontiere, ti andrebbe di parlarcene?

Tutti, seppur inconsciamente, facciamo attivismo politico costantemente. Ogni nostra scelta ha conseguenze sulla società.

Questo è quello che noi cerchiamo di far capire agli studenti d’ingegneria, in quanto l’ingegnere non è solo un tecnico. Essendo, come molti altri, un professionista al quale la società ha dato la possibilità e le strutture per potersi formare, è suo dovere “ricambiare il favore” usando le proprie capacità e avvalendosi della sua conoscenza per esporsi su tematiche socialmente rilevanti.

In occasione del referendum del 2011, ad esempio, noi Ingegneri Senza Frontiere ci siamo espressi in favore dell’ acqua pubblica, in quanto essa è un diritto umano che non  va calpestato con la privatizzazione.

ingegneri senza frontiere, toc toc firenze

Ti andrebbe di raccontarmi la tua storia all’interno di ISF?

Sono entrato a far parte di Ingegneria Senza Frontiere dopo la triennale, ritenendola complementare a ciò che l’ateneo poteva offrirmi per vivere appieno la vita universitaria. Ebbi, da subito, l’opportunità di confrontarmi con docenti e ricercatori e di proporre i progetti che avevo in mente.

Organizzai, ad esempio, una serie di dibattiti pubblici, spesso in orario serale, invitando professori e liberi professionisti a parlare delle loro attività e dell’ influenza dello sviluppo tecnologico sulla nostra società. È stato bello vedere 60 o 70 studenti fermarsi qualche ora in più per assistervi.

Contribuii anche ad avviare alcuni progetti di cooperazione internazionale. Tra questi vi fu una missione diplomatica in Madagascar per cercare di rendere energeticamente indipendente la realtà rurale del paese.

Questa esperienza mi ha arricchito molto dal punto di vista personale, ho potuto confrontarmi con una cultura diversa e con persone che hanno dedicato la loro vita a battaglie politiche e sociali in un contesto molto più difficile rispetto al nostro.

Confrontarsi con ragazzi che portano avanti progetti diversi ma che hanno le tue stesse idee e i tuoi stessi valori è una cosa che ti apre il cuore.

A questo punto ritengo doveroso chiederti come si possono contattare gli Ingegneri Senza Frontiere. Per conoscervi meglio e, magari, unirsi all’associazione.

Ci sono vari modi e in ognuno di questi siamo assolutamente disponibili.

Potete scriverci tramite la mail che trovate sul sito di Ingegneria senza frontiere di Firenze dove sono presenti anche i contatti dei membri più attivi.

E’ possibile contattarci anche sulla pagina Facebook Ingegneria senza frontiere Firenze, tramite la quale si può essere informati circa le nostre attività ed iniziative.

Chi, poi, frequenta la facoltà d’ ingegneria può trovarci anche lì, abbiamo affisso una bacheca coi nostri numeri di telefono. Saremo pronti ad accogliervi con una pacca sulla spalla e ad assecondare i vostri progetti e il vostro entusiasmo.

© Pisa Today, Ingegneri senza frontiere Firenze.

Partecipa alla discussione!
  • Sono nato il 22 Dicembre 1994 a Genova, mi sono diplomato al Liceo Classico Giuseppe Mazzini nel 2014. Il giornalismo è sempre stato una mia grande passione fin dal liceo, spero di poter far gavetta con questa esperienza e allo stesso tempo conoscere un po' meglio la città che mi ospita.

  • Commenti