L’ippodromo di Firenze, ovvero come Roberto Cavalli si è dato all’ippica

ippodromo, toc toc firenze

C’era un tempo in cui gli spalti degli ippodromi fiorentini erano stracolmi di persone che si affollavano per veder sfrecciare i cavalli all’ombra del Duomo.

Prima l’attesa per la partenza, poi il via, la galoppata, il rettilineo conclusivo, l’arrivo, infine le urla di gioia e di rabbia degli appassionati e l’ansimare dei cavalli stanchi dopo la grande fatica.

Erano anni in cui il settore dell’ippica nazionale veniva trainato da quello della Toscana, regione che vanta una tradizione secolare degli sport equestri. Tanto per dirne una, il 22 gennaio 1827 si corse per la prima volta la Corsa dell’Arno, la più antica competizione del galoppo.

L’evento ebbe grande notorietà presso le principali corti europee, tanto da essere poi ripetuto ogni anno fino ai giorni nostri.

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La crisi degli ultimi anni

L’ippica crebbe fino agli anni novanta quando questo sport cominciò il suo declino. Gli ippodromi fiorentini, in netta controtendenza, continuavano a richiamare spettatori, ma negli ultimi anni anche qui la situazione è cambiata: dal 2008 infatti anche a Firenze la crisi si è manifestata in tutta la sua evidenza.

Tra le tante cause di questo declino, tra cui i mancati investimenti per l’ammodernamento delle strutture, spicca quella culturale: le corse dei cavalli sono state rappresentate, negli ultimi decenni, come un vizio.

E ad oggi qual è la situazione?

Il presente dell’ippica fiorentina si chiama Sanfelice s.r.l., società che nel 2012 si è aggiudicata la gestione degli ippodromi.

Fra i soci della Sanfelice spicca in particolare lo stilista fiorentino Roberto Cavalli, gentleman driver (per i non addetti ai lavori, guidatore non professionista del trotto) in gioventù e grande appassionato di ippica al giorno d’oggi.

ippodromo, toc toc firenze

Appena insediatasi, la nuova società  ha accorpato i due storici ippodromi fiorentini – sì, ne avevamo addirittura due, uno per il galoppo e l’altro dedicato al trotto – all’interno del complesso del Visarno.

E così l’ ippodromo Le Mulina – per intenderci quello nei pressi dell’Anfiteatro delle Cascine – è stato chiuso e le attività che ospitava, quelle legate al trotto, sono state trasferite  all’ippodromo del Visarno, il cui ingresso è attualmente posto a destra della Facoltà di Agraria.

L’operazione, oltre a dotare la città di un unico impianto polivalente, ha permesso di razionalizzare i costi relativi alla gestione e alla manutenzione del grande complesso posto a due passi dal prato del  Quercione.

Ma parliamone con i protagonisti

Per capire meglio il presente e le prospettive future dell’ippica fiorentina abbiamo intervistato Carlo Meli, coordinatore dell’ippodromo.

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Signor Meli, sappiamo che la società che gestisce l’ippodromo ha in programma un ambizioso progetto di riqualificazione. A che punto siamo e di cosa si tratta esattamente?

Se si esclude il ristorante panoramico, gli altri lavori dovrebbero partire a breve. Il progetto prevede numerosi nuovi servizi quali la foresteria del cavaliere nella zona delle scuderie, il centro fitness, la sala bingo. Infine, il nuovo ingresso affianco alla fermata della tranvia. Abbiamo chiesto che la fermata delle Cascine venga intitolata all’ippodromo!

In passato ci sono stati grossi problemi con il MIPAF (Ministero delle politiche agricole e forestali) per  il pagamento dei premi delle corse. Qual è la situazione attuale?

Purtroppo persistono fortissimi ritardi nei pagamenti che sono dell’ordine dei 120-150 giorni, e questo continuo avvicendarsi di ministri e sottosegretari di certo non aiuta.

Cosa mi può dire a riguardo delle presenze e delle scommesse?

Non avendo ancora l’impianto d’illuminazione, nel periodo invernale siamo costretti a far iniziare le corse a mezzogiorno, e le presenze ne risentono. Tuttavia siamo in linea con i dati nazionali che vedono una flessione, seppur contenuta rispetto allo scorso anno.

E secondo lei come si spiega la recente crisi di uno sport così radicato nella tradizione fiorentina?

Il calo degli spettatori è dovuto da un lato a politiche che hanno integrato le scommesse con una serie di giochi, senza tener conto delle peculiarità dell’ippica. Dall’altro c’è l’aspetto socio-culturale: se parlo con persone della mia generazione mi raccontano di ricordi positivi legati all’ippica relativi alla loro infanzia. Oggi invece l’ippica viene considerata solo un vizio.

Sappiamo che avete fra i vostri soci un personaggio d’eccezione, lo stilista Cavalli! Qual è il suo ruolo nella società?

Roberto è personalmente un Gentlemen Driver e mi chiama di tanto in tanto per propormi nuove idee. La foto più bella che ho dell’impianto l’ha scattata Roberto dall’elicottero due ore dopo che abbiamo vinto la gara d’appalto. Mi mandò un messaggio scrivendomi: abbiamo fatto la cosa più bella del mondo, ora dobbiamo gestirla.

Sa qualcosa dell’ ippodromo Le Mulina? È ancora chiuso?

La gara per un suo nuovo uso è stata esperita in concomitanza con la nostra, ma poi ci sono stati problemi di tipo burocratico. So che l’amministrazione punta molto su quell’impianto per il progetto Grandi Cascine.

Si conclude qui la nostra chiacchierata con il signor Meli. Da parte nostra, possiamo dire che gli investimenti dei nuovi manager e la loro visione di questo sport in un modo innovativo, che integri la socializzazione e il contatto con la natura agli aspetti più tradizionali, ci fanno pensare ad un nuovo futuro per l’ippica fiorentina; futuro che dipenderà anche dalle politiche pubbliche nazionali.

Credits: Quotidiano.net, Visarno

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