L’architettura fiorentina di Pier Luigi nervi

pier luigi nervi, toc toc firenze

Non tutti sanno che l’Artemio Franchi, teatro di appassionanti duelli calcistici della Viola, è stato progettato negli anni ’30 da uno dei più grandi architetti italiani, Pier Luigi Nervi.

Nato a Sondrio nel 1981, Pier Luigi Nervi si dedicò appassionatamente allo studio del cemento armato, aprendo nuovi orizzonti all’architettura.

Dalle Olimpiadi al Papa

Iniziò la sua carriera nel 1913 lavorando come progettista nella SACC (Società Anonima per le Costruzioni cementizie) che negli anni precedenti aveva acquisito l’esclusiva, per l’italia centrale, del brevetto Hennebique sulle costruzioni in cemento armato. Tra le maggiori opere realizzate da Pier Luigi Nervi in Italia troviamo il complesso di opere per le Olimpiadi di Roma del 1960, il Palazzo delle esposizioni a Torino, il grattacielo Pirelli, le autorimesse di Orvieto e il suo incarico più prestigioso, quello ricevuto dal Pontefice Paolo VI per la costruzione della nuova aula per le udienze pontificie in Vaticano (Aula Paolo VI).

Negli ambienti toscani Nervi ottenne, negli anni ’20, anche degli incarichi a titolo personale, come la realizzazione di una diga a Granaiolo e il completamento del cinema Gambrinus  e, proprio a Firenze, l’architettura di Pier Luigi Nervi si concretizzò nella progettazione e costruzione dello Stadio Berta (oggi stadio Artemio Franchi).

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Lo stadio asimmetrico

Edificata fra il 1930 e il 1933, la struttura in cemento armato fu realizzata in due distinte fasi: la prima fu dedicata alla realizzazione di una tribuna centrale, caratterizzata da una copertura a sbalzo di oltre 22 metri. Nella seconda fase, iniziata nel 1932, i lavori furono eseguiti non più dalla società Nervi&Nebbiosi, che si era sciolta l’anno prima, ma dalla Nervi&Bartoli e vennero costruiti l’anello delle gradinate, le scale elicoidali esterne e la torre di Maratona, alta 55 metri.

Lo stadio è asimmetrico rispetto al campo di gioco, presenta infatti l’ormai famigerata (e politicamente chiacchierata) forma a “D”, a causa di un vincolo progettuale: la necessità di rispettare la lunghezza di 220 metri della adiacente pista di atletica sul lato ovest.
Lo stadio di Firenze mostra la genialità di Pier Luigi Nervi nella progettazione e nella costruzione di grandi opere in un’Italia arretrata e frenata dall’autarchia. Fu ben presto apprezzato anche all’estero, diventando, negli anni ’40, il simbolo dell’evoluzionismo nell’architettura, motivo per cui la figura di Nervi fu utilizzata dal regime fascista per propagandare il progresso.

Tra le maggiori opere realizzate all’estero la più importante è la sede dell’Unesco a Parigi e, oltre oceano, la cattedrale di St Mary a San Francisco. Tutte le opere di Nervi sono grandi invenzioni di un maestro geniale, opere ardite e crude in cui il cemento viene lasciato al naturale, libero di mostrare tutta la sua grigia e imponente potenza espressiva.

 

credits: Pier Luigi Nervi, Stadio Artemio Franchi

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