La guerra degli otto santi: Firenze e il Papato

guerra degli otto santi, toc toc firenze

Fra il 1375 e il 1378, Firenze si fece portavoce di un vero e proprio movimento nazionale contro una Chiesa avignonese ormai straniera.

La popolazione era ancora stremata dalla peste nera del 1348, mentre i legati pontifici volevano riassoggettare i territori dello Stato della Chiesa per l’imminente ritorno del papa a Roma.

I mercenari dell’Acuto, una volta sistemata la situazione a Bologna contro i Visconti, si avviarono verso la Toscana. Nel frattempo, il cardinale di Perugia, al quale Firenze aveva chiesto del grano dal patrimonio della chiesa, negò la richiesta.

Firenze prese il rifiuto come un tentativo per indebolirla e conquistarla, così passò al contrattacco!

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Sfruttando il malcontento delle varie regioni sotto il dominio del Papato, il comune toscano attirò a sé con facilità la loro simpatia: assoldò truppe, strinse alleanze ed istituì una magistratura a guidare i vari attacchi, gli Otto della guerra.

Simbolo delle città ribelli era un vessillo rosso su cui era scritta in bianco la parola “Libertas”, e in tre mesi gli Otto della guerra l’avevano consegnato già a quasi tutti i territori sotto il dominio della Chiesa.

Il 31 marzo 1376, Firenze venne scomunicata da papa Gregorio IX, che alla tempestiva rivolta rispose cacciando seicento mercenari fiorentini da Avignone e confiscando tutti i loro beni.

I fiorentini rinominarono ironicamente gli Otto della guerra “gli otto santi”.

Nel frattempo le continue lotte stavano indebolendo entrambe le parti, erano necessarie delle trattative; così Caterina da Siena riuscì ad ottenere il rientro a Roma del papa.

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Ciò non portò ad alcun risultato, se non ad altre città che si univano alla rivolta e alla definitiva caduta di Cesena nel 1377.

La scarsa coesione della lega anticlericale e i pesanti danni al commercio portarono alla sconfitta dei fiorentini, che furono costretti a firmare un trattato di pace con il successore di Gregorio IX, Urbano VI, nel quale gli sconfitti si impegnavano a pagare una somma di 350.000 fiorini, in cambio della cancellazione dell’interdizione.

L’interdizione venne cancellata, ma la somma fu pagata soltanto in parte.

La guerra degli Otto santi è stata senza dubbio l’espressione della potenza diplomatica fiorentina e segnò un capitolo importante nella storia delle lotte tra Stato e Chiesa.

 

Credits: digilander.libero.it, wikipedia, arciconfraternita Santa Caterina da Siena

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