La poesia delle bambole di pezza

bambole

C’era una volta, nelle sezioni femminili del carcere fiorentino di Sollicciano, un laboratorio: dal 2001 vi si fabbricavano bambole di pezza.

Le donne imparavano a crearle con le proprie mani e a dar loro un significato di rinascita spirituale.

Poi il laboratorio si ampliò, laddove furono coinvolte le donne che scontavano la pena in misure alternative alla detenzione: oggi il progetto coinvolge 20 detenute a Sollicciano e 4 volontarie che hanno dato vita al laboratorio esterno.

bambole di pezza

Grazie all’Associazione, l’esperienza continua

Il laboratorio fa parte dei progetti dell’Associazione Pantagruel per i diritti dei detenuti, esperienza nata nel 1986: l’associazione si occupa dei problemi all’interno del carcere – operando a Sollicciano e Mario Gozzini – e segue i detenuti anche nel periodo di reinserimento nella società.

Tutto il lavoro parte dai bisogni dei detenuti e dal desiderio di superare le mura del carcere: si tratta di dare una possibilità concreta, a chi è limitato nella propria libertà personale, di esprimere dolore, speranza e soprattutto il bisogno di vita.

bambole di pezza

Arte-terapia vera e propria

Il progetto La poesia delle bambole offre terapia, possibilità di lavoro, spazio alla creatività: è della creatività infatti che si nutre l’immaginazione, la quale può dare la forza di immaginare nuovi mondi possibili e a volte la spinta necessaria a tentare di renderli realtà.

Stiamo parlando di artigianato artistico e arte terapia: la creazione delle bambole, che è una forte metafora del parto, assume qui un significato ancora più profondo e inconscio per le donne.

Fatte secondo il procedimento di Rudolf Steiner, uno dei padri dell’arte terapia, le bambole sono oggetti poetici, assemblate tutte in materiali naturali e che oltre ad essere rivolte ai bambini che ci giocheranno sono terapeutiche per chi le fa.

Ogni bambola è realizzata interamente da una sola persona, è quindi un oggetto unico ed irripetibile.

bambole di pezza

Caratteristiche delle bambole di pezza

La bambola di lana e stoffa rispecchia in ogni fase della lavorazione la successione evolutiva dei principali processi di sviluppo dell’essere umano: è universalmente riconosciuta e amata fin dalla più tenera età.

Non possiede tratti marcati nella fisionomia del volto, così che il bambino possa vivificarla e attribuirle l’espressione che preferisce nei suoi giochi.

Ha una capigliatura di lana pettinabile ed è provvista di un corredo minimo di abiti e accessori intercambiabili. È particolarmente adatta a bambini che sono già in grado di accudirla, pettinarla e vestirla.

  • La bambola cuscino o “ninetta” ha forme essenziali e arrotondate ed è indicata per neonati o bambini molto piccoli.
  • La bambola vestibile e snodabile è dotata di un corpo completo del tronco e degli arti, può stare seduta e assumere diverse posizioni.
  • Ci sono poi gli gnomi o “nanetti sabbiolini” e le fate dei fiori.

 bambole di pezza

Dove e come si fanno?

Puoi imparare a creare le bambole tu stesso, contattando le volontarie del progetto: il laboratorio si trova al civico 39R di via di Mezzo, dove è allestito anche lo spazio di esposizione e vendita.

Vengono poi fatti dei mercatini e persino alla Mostra dell’artigianato era presente il delizioso stand delle bambole.

Oppure potresti prender parte ai progetti di volontariato, dopo aver seguito un corso di formazione.

Educare con gli asini, Progetto Articolo Trentadue, Progetto Bruno Borghi, Solidarietà e carcere, Voci da dentro: sono gli altri progetti dell’Associazione Pantagruel.

Puoi infine fare una donazione, se prendi quest’esperienza particolarmente a cuore.

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